Germignaga | 18 Agosto 2024

“Germignaga, ricordi dal passato”: quando buoi e cavalli trainavano i carri

I viaggi in carrozza nella seconda metà dell'Ottocento: a Lugano in poco più di due ore. Nel 1895 la principessa Elisabetta di Sassonia raggiunse la stazione di Luino a bordo di una diligenza

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(Renzo Fazio, dalla pagina Facebook Germignaga, ricordi dal passato) Se la settimana scorsa vi è piaciuto conoscere com’erano le strade del nostro circondario negli ultimi duecento anni circa (vedi post sulla pagina Facebook Germignaga, ricordi dal passato, ndr), forse può altrettanto interessare leggere qualcosa in merito ai mezzi di locomozione con i quali ci si muoveva in quel periodo.

Non c’è dubbio che almeno fino alla fine dell’800 gli unici mezzi a disposizione erano quasi esclusivamente quelli a trazione animale: principalmente calessi e carrozze trainate da cavalli oppure carri trainati anche da buoi, soprattutto per i trasferimenti più impegnativi e gravosi di merci e materiali.

Già ad inizio ‘800 c’erano dei servizi che offrivano tratte ripetitive ad intervalli cadenzati. Ad esempio, a Germignaga ogni domenica arrivava una diligenza della “Bisurci Gandola” che partiva dallo stallaggio del Cavalletto nella Contrada di Rovello (a Milano, nel sestiere di Porta Comasina). Ripartiva poi ogni lunedì mattina per compiere il tragitto al contrario.

Altrettanto documentate all’inizio dalla seconda metà dell’800, due corse di diligenze per Milano che partivano invece da Luino, subito dopo l’approdo all’imbarcadero dei piroscafi del Lloyd Austriaco o quelli gestiti dall’Amministrazione Sarda, in arrivo ogni giorno alle ore 8:05 e alle 12:30.

Un altro servizio di diligenza che si ripeteva abitualmente era quello che congiungeva Luino con Lugano, inizialmente tre volte la settimana e, a partire dal 1846, con l’aggiunta di una corsa diurna. Sul finire dell’’800 ad occuparsi del servizio offerto era l’impresa di Alberto Rapazzini (a cui si aggiunse il fratello Anacleto) che effettuava il viaggio fra Luino e Lugano in due ore e un quarto. Proponeva quattro differenti tipi di servizi (e costo) in base al numero di cavalli che trainavano la carrozza.

Sicuramente effettuava anche tratte differenti e trasporti su richiesta: certamente brevissimo ma di gran prestigio quello da lui effettuato nell’agosto del 1895 quando attese davanti all’imbarcadero l’arrivo del piroscafo Verbano delle ore 9:30 con a bordo Sua Altezza Reale, la Principessa Elisabetta di Sassonia Duchessa di Genova Madre, per condurla presso la stazione internazionale di Luino dove avrebbe poi proseguito il viaggio in treno verso Zurigo, passando dal San Gottardo. Senz’altro adoperò la più bella della sua dotazione, un “landau” tirato da quattro cavalli con il sedile per il cocchiere posto davanti alla parte destinata agli ospiti, munita di panchette “vis a vis”.

I transiti con le carrozze a cavalli necessitavano però di appositi punti di sosta dove, oltre ai passeggeri e al conduttore, anche gli animali stessi potevano riposare e rifocillarsi. A Germignaga ad offrire questo servizio c’era l’osteria della Ferrata gestita da Federico Berutti, che, oltre all’alloggio, metteva a disposizione uno stallazzo proprio per questo scopo.

Per la cura dei cavalli servivano pure i maniscalchi che periodicamente dovevano sostituire i ferri agli zoccoli degli animali e all’occorrenza, appositi veterinari specialisti chiamati “ippiatra”: anche questa professione non mancava a Germignaga e almeno dal 1880 circa, a svolgere questo importante mestiere era Eliseo Campagnani.

Le carrozze a cavalli per diverso tempo furono pure utilizzate per l’estremo saluto dei propri cari, Luigi Ballinari, detto “Bott” teneva questo servizio in Germignaga, prima di convertire lo stesso sui più moderni furgoni. Fu anche uno dei primi proprietari di autovettura in paese offrendo poi anche il servizio di noleggio con rimessa, ma da lì a poco, nel breve volgere di qualche anno, gli unici cavalli rimasti in circolazione sulle strade, furono quelli espressi nelle sigle dei sempre più potenti motori a combustione.

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