Apre i battenti oggi, venerdì 16 agosto, la mostra “2+DUE fa cinque, sono tornato bambino” di Gianfranco Asveri a Palazzo Verbania, Luino.
L’artista, nato a Fiorenzuola d’Arda (PC), vive e lavora sulle colline piacentine, circondato dalla natura. Dagli anni ’80 si è avvicinato alla poetica dell’espressionismo dell’Art brut, corrente fondata dal pittore e scultore Jean Dubuffet per indicare le produzioni artistiche realizzate da pazienti costretti in ospedali psichiatrici, arte fuori dalle norme estetiche convenzionali, spontanea, impermeabile alle pretese culturali e apparentemente senza riflessione alcuna, come si può capire dalle bizzarre raffigurazioni dei soggetti, dall’irrealistico uso del colore e dal gesto indipendente degli artisti autodidatti.
Asveri ha scelto di fare suo questo linguaggio artistico rivoluzionando il proprio stile pittorico per passare da immagini facilmente e direttamente riferibili a un’espressione più istintiva e personale, ricca di colore e materia. Nelle sue opere si può individuare un lato più emotivo affiancato da un carattere energetico, incisivo, vivace ed estremamente sintetico. Ma l’anti-naturalismo delle sue rappresentazioni si scontra con un forte studio e un’altrettanta attenta osservazione del reale: Asveri riporta infatti sulla tela gli animali e la natura che lui ama sopra ogni cosa, dedicandogli non solo dipinti, ma anche disegni e poesia. “Io dipingo quello che vedo aprendo la finestra di casa mia”, ama dire.
L’esposizione di alcune sue opere a Luino, curata dalla Galleria d’Arte Ottonovecento sarà aperta fino al prossimo 8 settembre, con ingresso libero e i seguenti orari di visita: da mercoledì a domenica dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 18.00.
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