Il lago Maggiore, con le sue acque tranquille e le sue sponde avvolte nel mistero, diventa protagonista di “Io Sono Lago”, il nuovo documentario di Francesco Pellicini.
L’opera rappresenta un vero e proprio tributo al Lago Maggiore, ed esplora il legame profondo tra il lago e gli abitanti delle sue sponde attraverso interviste, video e immagini suggestive, accompagnate dall’evocativo suono del pianoforte.
«Siamo tutti profondamente innamorati del nostro lago – afferma Pellicini, autore nonché voce fuori campo della narrazione -. Il nostro scopo è mostrare come il lago influenzi le vite di chi lo abita e come la sua malinconia si rifletta nelle storie di questi personaggi».
La regia porta il nome di Thomas Graziani, videomaker originario di Porto Valtravaglia, il quale, con l’aiuto di Paola Nessi, assistente alla regia, e dello stesso Pellicini, sta riuscendo a creare un racconto visivo che intreccia immagini di panorami mozzafiato alle parole di poeti e artisti, portando lo spettatore all’interno di un quadro vivente, dove le montagne si riflettono nelle acque del lago come antiche custodi del tempo, assoggettando alla malinconia lacustre generazioni di artisti, scrittori e musicisti.
Il progetto presenta un cast eccezionale e comprende ben diciassette interviste. Da Angelo Branduardi a Jacopo Fo, passando per comici come Enzo Iacchetti, Massimo Boldi, Francesco Salvi e Max Cavallari: tutti hanno condiviso il loro legame con un luogo che ha segnato le loro carriere e la loro vita. Dina Svampa, moglie del celebre Nanni Svampa, è stata la prima ad essere intervistata, seguita da altri noti artisti come Davide Van de Sfroos e Andrea Vitali.
Altri interventi includono i nomi di Giordano Bruno Guerri, Matteo Forte, Omar Pedrini, Barbara Mighetti, Alessandra Faiella e Andrea Chiodi. Il cameo di Alberto Patrucco, infine, aggiunge un tocco finale al mosaico di storie che celebrano la magia del Lago Maggiore, fonte inesauribile di ispirazione.
Le riprese sono iniziate a gennaio 2024, e l’uscita del documentario è prevista per la fine dell’anno. «Mi sento il Piero Angela della situazione» scherza Pellicini, come a sottolineare l’impegno e la dedizione messi in campo per realizzare un’opera di grande valore culturale.
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