Cassano Valcuvia | 12 Luglio 2024

Cassano Valcuvia, la fermata dell’accoglienza: un nuovo inizio per i ragazzi della comunità

I minori della struttura gestita dalla cooperativa San Martino al centro di un progetto di street art nel luogo dove un anno fa scoppiò una violenta rissa. «Insieme senza temere la diversità»

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Verde, azzurro e giallo sono i colori del nuovo inizio per un gruppo di minori non accompagnati della comunità Il Mappamondo di Cassano Valcuvia, gestita dalla cooperativa San Martino. Con rulli e pittura da esterni i giovani hanno cambiato l’aspetto della fermata dell’autobus in centro paese, che prima era grigia e anonima, mentre ora balza all’occhio per la sua luminosità.

Ileana Moretti, presidente dell’associazione culturale WG Art – che ha partecipato all’intervento creativo – dopo averla guardata per qualche secondo durante l’inaugurazione nel pomeriggio di ieri, giovedì 11 luglio, l’ha subito ribattezzata la fermata dell’accoglienza. Questo perché la riqualificazione è il gesto con cui i ragazzi della comunità hanno teso la mano al paese, che ha deciso di dare loro fiducia per ricominciare dopo la brutta vicenda di un anno fa: una rissa scoppiata proprio nei pressi della fermata, perché alcuni ragazzi ospiti della struttura erano saliti sull’autobus senza pagare il biglietto, e dopo un battibecco con l’autista era finita a pugni e calci, con il coinvolgimento dei passanti e dei clienti del vicino bar.

Quei giovanissimi sono stati allontanati dal paese e affidati ad altre realtà sociali, in altre parti d’Italia; quelli che oggi vivono e studiano all’interno della comunità – e fanno sport, si avvicinano a nuove passioni e al mondo del lavoro grazie alle iniziative della cooperativa – hanno accettato con entusiasmo il progetto di street art promosso dalla San Martino insieme all’associazione di Ileana Moretti, e con gli artisti Annie e Fabrizio hanno scoperto cosa significa prendersi cura di un bene che appartiene a tutti, sentirsi utili agli altri, ma anche parte di qualcosa.

«Una piccola fermata ma un grande segno», è il messaggio arrivato dal sindaco di Cassano Valcuvia, Claudio Bossi, che è stato eletto poco più di un mese fa e ha deciso di portare avanti il progetto avviato con la precedente amministrazione, guidata da Serena Barea: «Questo percorso di collaborazione e integrazione ci spinge a vivere insieme senza il timore della diversità».

I colori e la pittura hanno unito due mondi che erano distanti: quello dei cassanesi esasperati dal senso di insicurezza dopo i fatti di un anno fa, e quello dei ragazzi stranieri che arrivano da posti lontani – dove spesso le disgrazie della vita annullano i legami con le famiglie d’origine – e che i servizi sociali dell’alto Varesotto affidano a realtà come la cooperativa San Martino per offrire loro un punto di sostegno da cui ripartire. Un’unione sancita dalla foto scattata fuori dalla fermata del bus, e dall’aperitivo offerto ai giovani dal bar del paese.

«Vogliamo lasciarci alle spalle gli episodi spiacevoli perché crediamo nella condivisione», ha affermato Maurizio Martegani, presidente della cooperativa, rivolgendosi al gruppo dei giovani della comunità. Poi uno di loro, Abdal, 17 anni, si è fatto avanti e ha preso la parola. Ha usato gli insegnamenti del corso di italiano che sta svolgendo per dire grazie agli educatori per l’aiuto che riceve ogni giorno, per l’appartamento che gli è stato messo a disposizione e per la possibilità di frequentare la scuola. Si è messo una mano sul cuore, e quando sono arrivati gli applausi si è commosso.

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