Cremenaga | 8 Luglio 2024

Cremenaga, inaugurata “Ianus” di Massinissa Askeur tra appartenenza e buon auspicio

Ieri l'inaugurazione dell'opera, che ha un significato di buon auspicio per il "viandante" e per chiunque varchi questo territorio verso la dogana che "divide" Italia e Svizzera

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Ianus“. Questo è il nome della nuova opera dell’artista autodidatta di origini berbere Massinissa Askeur, che è stata inaugurata ieri mattina, davanti a numerosi rappresentanti delle istituzioni e delle autorità, nei pressi della dogana di Ponte Cremenaga. A donarla al Comune di Cremenaga è stato proprio l’artista, inserendo così la scultura patrimonio dei nostri territori.

La scultura, che è in acciaio corten alta 150cm, larga 100 cm e con un spessore di 5mm, ed è stata insignita dei premi internazionali Claude Monet e Luigi XV, in Francia, nel 2023,  simboleggia la croce del sud, usata dalle popolazioni Touareg del deserto come amuleto e segno di appartenenza. Si tratta di un simbolo che ha molteplici valenze e significati, che vanno dal sociale al politico: simbolo di appartenenza, simbolo magico, esoterico, decorativo, ma anche rimando ai quattro punti cardinali.

L’opera, dunque, è un buon auspicio per il “viandante”, per chiunque varchi questo territorio liminare che è il confine, la frontiera tra due paesi, ma anche in senso più ampio come invito a incontrare e mettere in comunicazione luoghi, spazi, tempi, storie e popoli “altri”.

L’opera rimanda inoltre alla mitologia romana, attraverso la figura della divinità di Giano Bifronte, che incarna tutti gli opposti: il passato e il futuro, l’autoctono e lo straniero, il bene e il male… Giano è una divinità enigmatica e al suo nome si connettono le parole latine ianua che significa “porta”‘, “varco” e ianum, ossia “passaggio coperto”. Giano era quindi la divinità che presiedeva ai passaggi, in senso però più ampio di quello meramente spaziale: fu infatti considerato presente a ogni cerimonia di inizio. Giano come creatore, come iniziatore, quindi non solo protettore dei luoghi di passaggio ma anche protettore di nuove imprese, della vita umana, ma anche di quella economica, del tempo storico e di quello mitologico, della religione, della civiltà e delle istituzioni.

«Accanto alla simbologia legata a Giano e alla croce del sud, vi sono poi molteplici simboli connessi alla cultura greca, berbera, etrusca. Sono tutti simboli che rimandano a delle origini comuni, ossia quelle mediterranee, che del resto sono anche le origini dell’artista stesso. Mediterraneo come luogo “tra le terre”, concetto che unisce e implica condivisione, scambio e circolazione di uomini, idee, punti di vista. Spazio di reciprocità e di integrazione. E auspicio, infine, è che si possa pensare all’incontro con l’altro come occasione di crescita ed elevazione, sia dal punto di vista etico sia culturale», ha concluso l’artista.

Insieme al sindaco Domenico Rigazzi, che ha ringraziato l’artista per la speciale opera d’arte donata, anche l’assessore di Cremenaga, Maria Sole De Medio, il dottor Mirko Provini, la sindaco di Cunardo Pinuccia Mandelli, quello di Lavena Ponte Tresa, Massimo Mastromarino, e rappresentanti della Guardia di Finanza, della Polizia locale, della Polizia di Frontiera, della Croce Rossa, degli Alpini, della Protezione civile e del Gruppo Giovani Cremenaga.

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