Scappellotti, tirate d’orecchie, rimproveri con i bambini presi per il mento e costretti a guardare negli occhi l’adulto. Sono alcuni degli episodi che hanno portato a processo in tribunale a Varese una ex maestra di una scuola paritaria di Cantello, accusata di maltrattamenti. Per lei il pubblico ministero ha chiesto una condanna a quattro anni di reclusione.
I fatti risalgono alla fine del 2019 e all’inizio del 2020. Dalla segnalazione di un genitore che aveva ascoltato i racconti del figlio, dopo avere notato strani cambiamenti nel suo modo di comportarsi a casa, erano scattate le indagini, con tanto di telecamere posizionate all’interno della struttura. Quel materiale audiovisivo è oggi di fondamentale importanza, ha affermato in aula il pm nella sua requisitoria. I filmati sarebbero in sostanza la prova dei maltrattamenti, una tesi condivisa dagli avvocati Paolo Bossi e Anna Maria Brusa, che nel processo assistono i genitori che si sono costituiti parte civile.
Lo stesso materiale non proverebbe nulla rispetto ai fatti contestati. E’ quanto afferma invece l’avvocato Massimo Tatti, difensore della ex maestra, costretta a cambiare lavoro per via della vicenda che la vede imputata, come lei stessa aveva dichiarato in una precedente udienza, respingendo le accuse e parlando di “metodi educativi” in riferimento alle sue interazioni quotidiane con i bambini all’interno della struttura dove lavorava.
«Gli stessi operanti di polizia giudiziaria hanno negato possibili episodi di violenza – ha sottolineato l’avvocato Tatti nella sua arringa – e in aula hanno precisato che in caso di atti violenti, durante le indagini, sarebbero intervenuti». La scuola non era convinta di fare andar via la maestra una volta scoppiato il caso, ha aggiunto in conclusione il difensore: «Fu lei ad andarsene dopo le minacce ricevute da un genitore». La decisione dei giudici arriverà ad ottobre.
© Riproduzione riservata












Vuoi lasciare un commento? | 0