«Ormai da oltre due anni, lungo il perimetro esterno della ex Ditta Ratti in Viale Dante a Luino, il Comune ha posizionato sul marciapiede una rete arancione finalizzata a proteggere i pedoni dai calcinacci che cadono dalle pareti dalla fabbrica dismessa».
Con queste parole il consigliere comunale, nonché onorevole Andrea Pellicini, ha presentato ieri un’interrogazione in Comune, rivolta al sindaco Enrico Bianchi e al presidente del Consiglio Fabrizio Luglio, in merito alla situazione presente all’ingresso della città lacustre, in viale Dante.
«A tanto tempo di distanza dal posizionamento della rete, si domanda quali iniziative abbia messo in campo l’amministrazione comunale per risolvere il suddetto problema di sicurezza e di decoro cittadino», prosegue ancora l’ex primo cittadino.
«Infatti, oltre a queste mura scrostate e deteriorate, la presenza della lunga rete arancione, in aggiunta al fogliame e alle cartacce che continuano ad accumularsi nello spazio tra la rete e le mura, contribuiscono a rendere impresentabile l’ingresso della città, conferendole un’immagine assolutamente indecorosa», critica ancora Andrea Pellicini.
Per questa ragione il consigliere di “Sogno di Frontiera” chiede «se l’amministrazione comunale abbia emesso ordinanze coattive nei confronti della proprietà dell’edificio, pretendendo la messa in sicurezza delle facciate e l’eliminazione del pericolo di caduta dei calcinacci e, nel caso in cui la proprietà non avesse dato esecuzione all’ordinanza, se siano state stanziate delle risorse affinché l’opera venga eseguita direttamente dal Comune con successivo recupero del denaro speso nei confronti della proprietà non ottemperante».
«Si chiede infine se il Comune abbia almeno intenzione di effettuare una pulizia costante dello spazio intercorrente tra la rete e le mura della fabbrica dismessa, così da attenuare, in attesa dell’intervento risolutorio, il senso di disordine e di poco decoro», conclude Pellicini.
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