Varese | 15 Maggio 2024

«Dal pronto soccorso al ricovero, come dal Purgatorio ad un lento Paradiso»

Un ringraziamento speciale al personale medico-infermieristico del reparto e del pronto soccorso, dopo la disavventura degli scorsi giorni. Qui la lettera inviata alla redazione da Gianfranco Cipriano

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Riceviamo e pubblichiamo la lettera inviata alla redazione da Gianfranco Cipriano per ringraziare il personale sanitario del Pronto Soccorso e del reparto dell’ospedale di Circolo di Varese dopo alcuni giorni di ricovero nella struttura.

Anticipo che devo mille grazie a tutto il personale sia in pronto scorso che del reparto, di quest’ultimo cito un professore per tutti Cristian Mongiardi, il responsabile dei servizi Roberto e la caposala Laura, sempre attenti e disponibili.

Detto questo andiamo al dunque: lo scopo di questo testo è quello di spiegare, a modo mio e secondo la mia esperienza, dove stanno le carenze dell’ospedale del Circolo o quanto meno di questo reparto. Attenzione, non ho il minimo dubbio che nei quartieri alti non siano a conoscenza o non si rendano conto di queste carenze, ma credo che il tutto non sia casuale, chi ha orecchie per intendere intenda.

Come prima cosa sembra vi sia uno scollamento tra la situazione caotica del pronto soccorso e quella dei reparti; il reparto non mi pare percepisca alcuna pressione rispetto agli innumerevoli bisogni di ricovero del pronto soccorso, per certi versi questo è assolutamente positivo, mentre per altri, vari pazienti che potrebbero essere dimessi, finiscono per tenere occupati i pochi posti. Inutilmente, per le motivazioni che descriverò in seguito.

Ricapitolando entro in p.s. il 27 aprile, dopo 4 notti in barella tra i corridoi, il primo maggio, poco dopo la pubblicazione della mia prima lettera, mi ricoverano in reparto. Mi sembrava di essere in paradiso: tutto tranquillo e ordinato, personale gentile e preparato.

Dopo poche ore mi raggiunge Cristian, un coetaneo che accusava gli stessi miei sintomi. Tra un’analisi, un prelievo, una tac e quant’altro, ci accorgiamo che ci sono veramente lunghi momenti dove i pazienti non fanno nulla, infatti notiamo che il venerdì pomeriggio, sabato e la domenica pare tutto fermo, compreso il giorno di San Vittore, festa del patrono di Varese. Capite bene che se fai un esame il venerdì mattina nel 99% dei casi esci il lunedì se va bene, altrimenti il giorno successivo… Ora moltiplicate tutto per N pazienti…

Quindi a questo punto le domande sono: questa è la normalità? Se si ha senso tutto questo? Minor tempo tra l’esecuzione degli esami e l’interpretazione del risultato, potrebbe essere utile a smaltire il traffico in pronto soccorso?

Un appello è rivolto poi a utenti e medici di base… troppe persone vanno al PS per motivi futili che potrebbe tranquillamente trattare il medico generico. In merito a questo credo andrebbe fatta una campagna di sensibilizzazione.

La mia avventura è terminata, e il racconto anche, non credo cambierà nulla non perchè ai vertici non conoscano i problemi o come porvi rimedio, ma perché il sistema sembra voglia che le cose vadano avanti così, quindi pare adducano motivazioni che altro non sembrano che scuse per tener buona la gente. Per ciò potrebbero essere ingaggiate facce d’angelo a dare spiegazioni, illustrare progetti e bla, bla, bla.

Approfitto per ringraziare tutte le persone che mi sono state vicine.

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