Luino | 1 Maggio 2024

Pronto soccorso di Varese, «Da un forte mal di testa al Purgatorio di Dante»

Riceviamo e pubblichiamo una lettera arrivata dalla nostra redazione da parte del luinese Gianfranco Cipriano, che denuncia la situazione che sta vivendo all'interno della struttura varesina da sabato

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Questa l’esperienza che sto vivendo da sabato alle 9.00 quando in preda ad un repentino quanto sospetto forte mal di testa, decido di presentarmi al Pronto Soccorso di Varese. Dopo una lunga attesa fuori mi chiamano per il triage ed in seguito programmano una TAC.

Tutto sommato me la sbrigo in fretta, poco più di una dozzina di ore, ma poi la situazione degenera: decidono di eseguire successivi esami e controlli, ma a dir loro è possibile farli solo dopo un ufficiale ricovero nel reparto specifico. Da allora sono parcheggiato giorno e notte tra i corridoi.

Si corridoi, perché ogni tot ore mi cambiano di posto da un’area all’altra del pronto soccorso affollato. Una cosa da non credere il numero di pazienti parcheggiato in ogni posto possibile ove non ci sia una porta.

Pare regnare anche la confusione tra gli operatori che altro non fanno che il loro possibile per condurre una guerra persa in partenza, a causa della totale inadeguatezza di mezzi, spazi e personale…

La situazione è incredibile quanto indescrivibile: qui ci sono anziani provvisoriamente in carrozzina che piangono perché vogliono essere dimessi con l’esito delle analisi che attendono da ore, giovanotti che si arrabbiano… la maggioranza per avere risultati di una lastra dopo ore e ore da quando l’hanno eseguita.

Attenzione, qui la maggior parte non ha cibo a meno che non riesce a recuperarlo fuori, non può fare una doccia (per lavarmi ho dovuto farlo furtivamente in bagno) e buona parte non si riesce a sdraiare anche per oltre 24 ore. Un ragazzo mi esorta: “Scrivigli che c’è un solo ortopedico in un ospedale del genere!”, Una signora mi dice “Non ne posso più non è possibile, da ieri sulla sedia, voglio andare a casa!”.

Alla faccia dell’igiene poi, nessuna mascherina, pochi bagni per centinaia di pazienti. Qui c’è di tutto! A chi si lamenta o chiede attenzione (a turno tutti) vengono riservate perlopiù risposte come, “deve chiedere di la“, “non è il mio reparto“, “il medico è impegnato” o “ci sono casi più gravi“. In sostanza anch’io non sono riuscito ad avere il nome di un responsabile o caporeparto e le risposte evasive sono un must del loco.

Buon Primo Maggio quindi, dal corridoio, dopo tante notti di non riposo, (immaginate il casino) in attesa di una stanza in reparto per poi attendere nuovi esami e successivi esiti. Viva la sanità lombarda! Una follia…

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