Luino | 25 Aprile 2024

La Festa della Liberazione a Luino, «Il 25 Aprile va celebrato, raccontato, custodito»

Questa mattina la tradizionale cerimonia con il corteo fino a piazza Risorgimento e gli interventi dei sindaci Bianchi e Fazio, del preside dell’ISIS Bevacqua e dei giovani

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Una ricorrenza «fondamentale per la libertà e la democrazia del nostro Paese»: così il sindaco di Luino Enrico Bianchi ha definito il 25 Aprile, giorno in cui si celebra l’anniversario – quest’anno il 79esimo – della Liberazione.

Come da tradizione, la cittadina lacustre ha ospitato questa mattina la cerimonia commemorativa in ricordo dei Caduti e di tutti coloro che hanno sacrificato, anche fino alla morte, la propria vita nella Resistenza per combattere il nazifascismo e le sue crudeltà e porre fine alla Seconda Guerra Mondiale, con il corteo lungo le strade del centro e le orazioni in piazza Risorgimento.

A prendervi parte, oltre agli amministratori luinesi e a moltissimi cittadini di ogni età, anche sindaci e amministratori dei paesi limitrofi come Germignaga, Dumenza, Cremenaga, Montegrino Valtravaglia, Brissago Valtravaglia, Agra, Brezzo di Bedero e Porto Valtravaglia, rappresentanti delle forze dell’ordine, delle associazioni d’arma, dell’ANPI, della Croce Rossa di Luino e Valli, il parroco don Daniele Bai e la Musica cittadina di Luino e di Germignaga, i cui musicisti hanno accompagnato con le loro note l’intero svolgimento della manifestazione.

Una bella novità, grazie ad alcuni studenti delle classi terza, quarta e quinta SIA dell’I.S.I.S. “Città di Luino – Carlo Volontè” e ai bambini del doposcuola, l’esecuzione dell’inno di Mameli nella lingua dei segni, un’iniziativa che ha visto la collaborazione di Ilaria Buccinnà – a cui va il ringraziamento della vicesindaca Antonella Sonnessa per il grande impegno con gli alunni – e della sezione provinciale dell’Ente Nazionale Sordi e che ha permesso di rendere ancora più inclusivo il “canto degli italiani”.

Tra i ringraziamenti, prima di dare spazio agli interventi degli oratori previsti, il primo cittadino ha voluto ricordare con emozione Giuseppe “Peppo” Gualtieri, storico dipendente comunale scomparso nel dicembre scorso, che si spendeva sempre moltissimo e con abnegazione nell’organizzazione di tutte le manifestazioni pubbliche della città.

A prendere la parola, poi, il professor Natale Bevacqua, dirigente scolastico del “Città di Luino” e dell’I.C. “A. Manzoni” di Lavena Ponte Tresa, che – citando anche i ricordi personali dei racconti della madre, «giovane contadina calabrese che aveva vissuto in prima persona i soprusi di quel periodo» – ha voluto porre l’attenzione sulla scelta del 25 aprile come data simbolica perché in questo giorno di 79 anni fa «la voce di Sandro Pertini lanciò dai microfoni della Radio Milano Liberata, a nome del Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia, il proclama di insurrezione nazionale contro le truppe nazifasciste». Una data scelta dalla Repubblica Italiana, ha proseguito, «per ricordare la conclusione del conflitto sanguinoso, la fine della brutale e spietata occupazione nazista e il crollo definitivo del fascismo» e che «rappresenta per tutti gli italiani la festa civile della riconquista della libertà, la vittoria dell’umanità sulla barbarie».

«Assunzione di responsabilità personale, talvolta pagata con la vita, disponibilità al sacrificio, scelta rischiosa fatta come atto d’amore per sé e per la propria comunità, regalo per le generazioni future che sarebbero venute dopo»: questo il senso della Resistenza, per Bevacqua, che ha invitato tutti a chiedersi, oggi, quale traccia sia rimasta di questa consapevolezza, in un tempo come quello che si sta vivendo attualmente, con i fatti degli ultimi anni che «stanno mettendo a repentaglio proprio quei principi di libertà, quel patrimonio di ideali e valori su cui i nostri padri fondatori hanno posto le basi della nostra Repubblica e che rappresentano le fondamenta dell’Europa».

Rivolto ai suoi studenti e ai giovani in generale, il dirigente scolastico ha voluto concludere con l’invito a tenere a mente che «il ricordo di quanto accaduto, che è assolutamente da trattenere e conoscere, la consapevolezza del dolore e del sacrificio che i nostri padri hanno fatto, i tempi bui che la nostra Storia ha attraversato possono aiutarci a riconoscere e continuamente ravvivare i valori fondamentali della libertà e del rispetto dell’altro come condizione fondamentale per la costruzione di una società più giusta e più vera».

Proprio gli studenti della quinta SIA hanno recitato, dopo l’intervento del professor Bevacqua, alcune poesie e testi, scelti da loro stessi, tra cui versi di Bertold Brecht, Salvatore Quasimodo, Gianni Rodari, Giuseppe Ungaretti e l’epigrafe che Piero Calamandrei scrisse in risposta alla richiesta del gerarca nazista Albert Kesselring, comandante delle forze di occupazione naziste in Italia e responsabile della strage delle Fosse Ardeatine, di dedicargli un monumento.

A sottolineare, invece, il valore della pace, la sindaca del Consiglio comunale dei ragazzi Greta Turnone, accompagnata dal giovane presidente del consiglio comunale che ha letto la poesia “Ho dipinto la pace” di Tali Sorek.

Quello di oggi è «un anniversario che va celebrato, raccontato, custodito – ha affermato nel suo discorso il sindaco di Germignaga e vicepresidente della Comunità Montana Valli del Verbano Marco Fazio – Tanto più se il dibattito, la riflessione sull’attualità dell’antifascismo sono vivi; tanto più se l’atteggiamento troppo spesso suggerito, da varie forze politiche è quello di una progressiva tolleranza verso forme nostalgiche, di una progressiva riabilitazione di una delle pagine più nere del nostro passato, della sufficienza o di un’infastidita sopportazione verso chi, come noi oggi, sostiene che il concetto, il valore di antifascismo debba essere ogni giorno affermato, in quanto elemento fondante del nostro Stato. È molto semplice: o la Repubblica Italiana è antifascista, o semplicemente non è la nostra Repubblica, nata dalle lotte resistenziali, dal travaglio del dopoguerra, dal fecondo dibattito della Costituente».

Sia Fazio che Bianchi hanno scelto di condividere con la cittadinanza presente, anche un ricordo della figura di Giacomo Matteotti, massacrato cento anni fa da sicari fascisti, che «capì per primo la forza distruttrice del fascismo, ma fu solo nella lotta».

E non è mancato, da parte del primo cittadino luinese, un riferimento alle prossime elezioni europee di giugno: «Ricordiamo – ha detto Bianchi – che anche l’Unione Europea è nata dalla Resistenza, dal contributo di sangue di una generazione che aveva vissuto i tempi delle dittature, dei nazionalismi, delle guerre e delle grandi persecuzioni e deportazioni. L’UE è riuscita a mettere insieme popoli che per secoli si erano combattuti: non dimentichiamolo, il prossimo 8 giugno, stiamo attenti a coloro che vogliono distruggere questo bene prezioso che, pur con le sue criticità, deve essere difeso».

«Fughiamo ogni incertezza – ha poi concluso Bianchi – dobbiamo dichiararci antifascisti. Partecipiamo alle celebrazioni del 25 Aprile e non facciamo distinguo: la guerra alleata e partigiana ci ha condotto alla Costituzione antifascista, su questa abbiamo giurato e da questa derivano tutte le leggi che regolano e normano ogni attività di questo Paese. Ricordiamo oggi chi lottò e morì per la libertà e la democrazia, ma anche chi oggi vuole libertà indipendenza e democrazia, come il popolo ucraino, quello palestinese e le donne iraniane».

Come avviene sempre in questa occasione, al termine della cerimonia in piazza Risorgimento, una delegazione, compresi alcuni studenti, si è recata alla Gera di Voldomino per rendere omaggio ai partigiani lì rapiti e trucidati nell’ottobre 1944.

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