Luino | 14 Aprile 2024

«Ciao Gaia», una folla a Luino per l’ultimo commosso saluto alla giovane 27enne

Centinaia le persone, tra parenti, amici e compagni di classe, per ricordare e celebrare la ragazza spirata a gennaio. Tanti i messaggi commoventi scritti sui palloncini fatti volari in aria

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«Ciao Gaia», l’urlo sprigionato da Valentina, la sua migliore amica, sul sagrato della chiesa del Carmine, mentre palloncini a forma di cuore, con pensieri e ricordi scritti a pennarello e dedicati a lui, coloravano il cielo terso sul lago a Luino, in un silenzio assordante rotto solo da applausi scroscianti.

In questo modo si è conclusa ieri la messa celebrativa in omaggio a Gaia Aterini, la 27enne spirata lo scorso 13 gennaio a Locarno, ma luinese di nascita dopo aver frequentato scuole elementari e medie a Germignaga, mentre le superiori all’Educandato di Roggiano. La ragazza, dopo aver scoperto di avere un cancro all’età di 7 anni, da due anni a questa parte era riuscita a riprendere in mano la sua vita, si era anche iscritta alla facoltà di Scienze Informatiche a Lugano, ma un attacco cardiaco a notte fonda, mentre giocava al computer con il suo “fidanzatino” Luigi, l’ha strappata dall’amore di mamma Amalia e dei suoi cari prematuramente.

Nella sua omelia don Giuseppe Cadonà, che ha celebrato la messa, ha ricordato un significativo passo del Vangelo: «Gesù, prima della passione, dopo aver lavato i piedi ai discepoli, dice “Io sono la via, la verità e la vita. Chi vede me ha visto il Padre”. I discepoli sono turbati da questa sua affermazione, ma cosa significa leggere questa frase dopo la Pasqua? Significa che la via della passione, della morte e della resurrezione, dalla quale Gesù è passato, è un percorso che lui ha tracciato per noi, camminando sulla sua strada. Non ci dice che ha la soluzione e risolve tutto».

«Così, allo stesso modo – ha continuato don Giuseppe -, in questo momento di grande fatica e di grande dolore per la scomparsa di Gaia, l’unico che può tracciare e indicarci la strada giusta da seguire è il Signore». E questa strada per mamma Amalia è difficile da accettare, per un destino infausto che le ha tolto l’unica figlia troppo presto.

«Sono molto provata, ma contenta per il bellissimo saluto che abbiamo rivolto a Gaia ieri pomeriggio – spiega mamma Amalia a fine giornata -, lei sarebbe stata felicissima. Vorrei ringraziare Valentina, che mi ha aiutato in tutto e per tutto, suor Margherita e suor Andreina, per il loro sostegno, e poi Marco D’Agostino di “Fioridea”, prezioso per quanto fatto e con un cuore d’oro, e tutto lo staff di “Cerutti & Pozzi. Un grandissimo ringraziamento va anche agli amici e agli ex compagni di classe, così come sono grata ai suoi insegnanti che hanno voluto partecipare».

Prima dell’uscita dalla Chiesa del Carmine, le suore dell’Educandato hanno intonato l’Ave Maria accompagnate da una chitarra, rendendo l’atmosfera di ricordo e di commemorazione, ancora più suggestivo e carica di emozione. A questo, infine, si sono aggiunti alcuni pensieri e messaggi scritti sui palloncini.

«Ciao Gaia, dal primo momento che ci siamo viste sei stata sempre un grande esempio di forza e coraggio, un’amica speciale con cui ho condiviso un’esperienza che pochi possono capire. Ti voglio bene, sempre nel cuore», «Ciao dolce Gaia, sei stata una guerriera fin dai primo istanti della tua vita. Ora, piccolo grande leoncino ruggisci con gli angeli. Sempre nel mio cuore», e infine, il messaggio della mamma: «Il pensiero va sempre dove vuole il cuore, e il mio cuore va sempre e solo da te. Ogni mio pensiero ha il tuo nome vita mia, sempre e per sempre».

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