Varese | 16 Marzo 2024

Ancora speculazioni sul prezzo del grano, l’import da Russia e Turchia mette i produttori in ginocchio

Il presidente di Coldiretti Varese: «Occorre un impegno immediato per sostenere le imprese agricole italiane e sul territorio, lavorando per prezzi equi. Mai sotto i costi di produzione»

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Le speculazioni in corso sul prezzo del grano mettono a rischio la sopravvivenza di duecentomila aziende agricole italiane e, con esse, la sovranità alimentare del Paese, aggravando la dipendenza dall’estero. A ribadire l’allarme è Coldiretti Varese: il riferimento è, in particolare, alle importazioni di prodotto dalla Turchia e dalla Russia che stanno mettendo in ginocchio i produttori dello Stivale, dove le quotazioni sono scese ampiamente al di sotto dei costi di produzione.

«Occorre un impegno immediato per sostenere le aziende agricole italiane, portando a 30 milioni di euro la dotazione del Fondo nazionale per i contratti di filiera del grano – osserva il presidente di Coldiretti Varese Pietro Luca Colombo – lavorando per prezzi equi che non scendano mai sotto i costi di produzione, come prevede la legge di contrasto alle pratiche sleali».

Dopo che nel 2023 sono arrivati quasi 900 milioni di chili di grano russo e turco, un’invasione mai registrata nella storia del nostro Paese, secondo l’analisi del Centro Studi Divulga, il Tmo, l’ente statale turco per i cereali, avrebbe bandito una nuova gara internazionale per la vendita e l’esportazione di ulteriori 150 milioni di chili di prodotto.

Prezzi del grano nazionale in caduta libera. Un vero e proprio fiume di prodotto che, aggiunto a quello di grano canadese arrivato a superare il miliardo di chili, ha impattato sui prezzi del grano nazionale, praticamente in caduta libera.

«Le aste turche del frumento affossano ancora i prezzi del grano italiano, con il crollo delle quotazioni, mentre nei porti continua il via vai di navi mercantili provenienti dalla Turchia. Le navi raggiungono i porti italiani anche con triangolazioni attraverso altri porti intermedi, cariche di grano estero che sta facendo crollare i compensi riconosciuti agli agricoltori, in netta controtendenza rispetto all’aumento dei prezzi di vendita della pasta in crescita al dettaglio», osserva Colombo.

Si tratta di valori che – rileva la Coldiretti provinciale – portano la coltivazione sotto i costi di produzione, rendendola di fatto antieconomica ed esponendo le aziende agricole al rischio crack, soprattutto nelle aree interne senza alternative produttive. Un abbandono dei terreni che pesa anche sull’assetto idrogeologico del Paese– aprendo al rischio di desertificazione.

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