«Ha cercato di toccarla, le aveva detto delle frasi sconce. Voleva baciarla e nei giorni precedenti erano già successi fatti simili». Era il luglio del 2021 e dopo il turno di notte in una azienda di Induno Olona, una giovane operaia era scoppiata a piangere e la voce era subito arrivata al responsabile di produzione, che oggi davanti ai giudici del Tribunale di Varese ha ricordato quell’episodio nel processo per violenza sessuale a carico di un suo ex collega.
L’uomo, 61 anni, poi licenziato, avrebbe allungato le mani su una delle ultime arrivate in ditta, lasciandosi andare, oltre il limite della decenza, anche con domande imbarazzanti sull’intimità della ragazza e facendole vedere dei filmini a luci a rosse, sempre nel corso delle ore di lavoro.
«Preparati perché lo farà anche con te», aveva detto la persona offesa parlando del 61enne con una collega, che in udienza ha raccontato ciò che era avvenuto durante un turno: «L’ho visto che si avvicinava a lei e le metteva le mani sui fianchi. Lei – ha specificato parlando della persona offesa – aveva paura di perdere il lavoro, ma anche di rimanere sola con lui nel turno di notte».
Tra le testimonianze ascoltate in aula, anche quella di un collega che ricorda l’imputato come un uomo «simpatico e spiritoso con tutti». Ma con il vizio delle battute a sfondo sessuale: «Non erano pesanti, le colleghe ridevano. Un giorno però una ragazza era rimasta scossa dal suo modo di fare e, conoscendolo, le ho suggerito di rivolgersi al capo reparto».
Nella stessa estate di tre anni fa, e per circostanze simili a quelle al centro del procedimento penale, un’altra dipendente aveva poi deciso di denunciare il 61enne, che oggi in aula ha preso la parola dopo gli ex colleghi, ma per pronunciare una sola frase: «Non intendo essere interrogato».
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