Ispra | 28 Febbraio 2024

Per i liceali lavenesi un’interessante visita al JRC di Ispra

Soddisfatti i partecipanti: «Questa visita è stata un’esperienza affascinante alla scoperta di un centro all'avanguardia di ricerca europeo e ci ha permesso di acquisire nuove nozioni»

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(a cura delle Classi 4A 5 Les del Liceo Sereni di Laveno Mombello) Il 15 febbraio scorso le classi 5 Les e 4 ALav del Liceo “Sereni” della sede di Laveno hanno avuto la possibilità e il piacere di visitare il JRC (Joint Research Centre) di Ispra, il centro di ricerca più grande di tutta l’Unione Europea.

Tutto questo è potuto avvenire grazie alla vittoria del concorso “Water for future”, associato a Green School dello scorso anno scolastico riguardante il tema dei cambiamenti climatici con riferimento particolare alla tematica dell’acqua nel nostro territorio.

La 5 Les aveva prodotto un collage di foto di alcune località della nostra zona, associando ad ogni immagine una breve didascalia, mentre la 4A Lav aveva presentato un video che descriveva la Torbiera tra Laveno e Leggiuno.

«Ci ha accolto la dottoressa Chiara Colombi che ci ha accompagnato nella sala simbolo del JRC, il “cubo”, dove è iniziata la visita con la presentazione della storia del Centro, le cui tappe sono illustrate attraverso una timeline presente nella sala introduttiva di recente costruzione con materiale sostenibile. Ogni elemento della costruzione ha una simbologia precisa ed affascinante».

Il JRC di Ispra è un centro di ricerca incentrato sull’ambiente, l’energia, l’agricoltura e altri ambiti. La sua missione è quella di fornire conoscenze e informazioni scientificamente provate per sostenere le decisioni politiche dell’UE e contribuire al benessere dei cittadini europei.

Il JRC inizia le sue attività nel 1961 come “Euratom”, incentrato nella produzione di energia nucleare (che verrà poi interrotta nel 1971) e si sviluppa anche nella ricerca di altri ambiti. Nel 2001 il JRC cambia obiettivo, garantendo la consulenza scientifica e tecnica alla politica Europea. Al suo interno sono presenti infatti quattro nuovi istituti di ricerca: un istituto di protezione e sicurezza dei cittadini (IPSC), un istituto di protezione del consumatore e della salute (IHCP), un istituto dell’energia (IE) ed infine un istituto di ambiente e della sostenibilità (IES).

Ad accoglierci c’era anche il referente Green School del Centro, dottor Philip Costeloe, che si è soffermato sugli obiettivi dell’Unione Europea e sulle azioni compiute dal Centro in questa direzione. Infatti nel 2019 una nuova commissione è entrata in carica con l’obiettivo di raggiungere la neutralità climatica in Europa entro il 2050: tramite le sue attività, il JRC sostiene la transizione verde e abbraccia tutti i pilastri delle green school.

Successivamente le classi hanno assistito ad un’interessante presentazione del dottor Eugenio Gervasini, agronomo, che ha parlato principalmente delle specie aliene e del loro impatto sulla biodiversità: le specie aliene sono degli organismi viventi introdotti in un ambiente differente dal loro habitat naturale e che si sono ambientate prevalendo sulle specie già presenti; alcuni esempi in Italia sono il salmone, l’ailanto e la testuggine palustre americana.

L’incontro è poi proseguito con la visita di due laboratori dove quotidianamente lavorano i ricercatori.

L’European Laboratory for solar test, dove studiano l’uso della luce per migliorare l’efficienza dei pannelli solari. Dopo aver visto lo sviluppo delle celle che li formano, tutti gli alunni hanno potuto assistere a due esperimenti relativi al calcolo della loro efficienza: nel primo esperimento una sorgente luminosa emette una luce a una determinata lunghezza d’onda che raggiunge un pannello, collegato a un computer che ne monitora l’efficienza; il secondo esperimento, invece, permette di scoprirne l’efficienza attraverso delle “luci” molto potenti che emettono una grande quantità di calore, la quale viene misurata e grazie alla sostituzione in opportune formule si ottiene l’efficienza del pannello solare.

«Per l’ultima tappa ci siamo sposati nell’Atmospheric Observatory Tower, dove gli studenti hanno assistito ad una presentazione relativa all’effetto serra e all’inquinamento dell’aria, concentrandoci in particolare sull’atmosfera e le particelle che la compongono. Ci ha illustrato i diversi tipi di gas particolati presenti in atmosfera che giornalmente vengono prelevati in laboratorio», spiegano i partecipanti.

«Abbiamo scoperto che durante la chiusura forzata per Covid-19 i livelli di inquinamento nell’aria non sono diminuiti. Tristemente ci ha anche detto che l’aria che respiriamo nelle nostre zone non è molto diversa da quella milanese, siamo comunque nella pianura padana. La visita si è conclusa con un sandwich lunch offerto dal JRC che ringraziamo per la fantastica opportunità e l’ospitalità», affermano ancora.

«Questa visita è stata senza dubbio un’esperienza affascinante alla scoperta di un centro all’avanguardia di ricerca europeo e ci ha permesso di acquisire nuove nozioni riguardanti la storia dell’Europa. E’ stata un’opportunità significativa per tutte le persone interessate a tematiche attuali come energia, ambiente e biodiversità. L’esperienza offre una panoramica approfondita sulle attività di ricerca e consulenza scientifica svolte dal JRC, che potrebbe anche essere una futura opportunità di lavoro per gli interessati», concludono gli studenti.

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