Laveno Mombello | 21 Febbraio 2024

L’abbraccio e tutto l’amore di Laveno nell’addio a don Ivano

Oggi pomeriggio i funerali del vicario parrocchiale e guida della Casa Famiglia di Cerro, presieduti dall'arcivescovo Delpini, chiesa gremita. «Un discepolo mite e lieto, una persona di cuore»

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(Matteo Fontana per Varesenoi.it) C’era tutto l’amore, l’affetto e la gratitudine della gente che ha partecipato numerosa oggi a Laveno Mombello al funerale di don Ivano Santilli, il vicario parrocchiale e guida della Casa Famiglia della comunità Papa Giovanni XXIII di Cerro, scomparso lunedì a 71 anni dopo una grave malattia.

A presiedere il rito funebre l’arcivescovo di Milano monsignor Mario Delpini, attorniato da tanti sacerdoti, tra cui il vicario episcopale della zona di Varese don Franco Gallivanone, il decano di Besozzo don Maurizio Cantù, il parroco di Laveno don Adriano Bertocchi e il suo predecessore don Carlo Manfredi. Presente anche il sindaco di Laveno Mombello Luca Santagostino.

«Don Ivano è stato un discepolo umile, mite, lieto, una persona di cuore – ha detto monsignor Delpini durante l’omelia – un uomo di preghiera che si sentirebbe imbarazzato a stare sul trono di fianco al Signore ma che vorrebbe stare in mezzo ai suoi amici e con i poveri perché quello è il suo Paradiso e la sua eternità».

Al termine della celebrazione, ha preso la parola il parroco don Adriano che ha esortato a «non essere tristi, perché un uomo mite e buono, un uomo di Dio e di carità come don Ivano non può morire. E’ cambiato solo il suo modo di essere tra noi, noi cerchiamo di continuare l’opera di bene che ha compiuto».

Prima di venire a Laveno, don Ivano è stato parroco a Biandronno e a Cardano Al Campo. I suoi ex parrocchiani, dal pulpito, ne hanno ricordato «la grande bontà d’animo e l’attenzione ai poveri».

Matteo Fadda responsabile per la Lombardia della Comunità Papa Giovanni XXIII, fondata da don Oreste Benzi e di cui don Santilli faceva parte ha ricordato soprattutto gli ultimi giorni di don Ivano, provato dalla malattia ma saldo nella sua vita spirituale. «Ha voluto salutare e ringraziare tutti anche con messaggi audio o video – ha detto Fadda – tutta la Comunità Papa Giovanni XXIII ringrazia il Signore per averci donato don Ivano».

Un lungo applauso dei presenti ha accompagnato il feretro dall’uscita dalla chiesa fino al sagrato.

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