Quella di don Giorgio Ferrario, spirato ieri all’età di 81 anni, dopo una caduta in un burrone dalla strada provinciale che collega Agra a Curiglia con Monteviasco, è una scomparsa che ha lasciato un vuoto incolmabile nella comunità di tutto il territorio luinese, non solo di quello della sua amata valle.
Don Giorgio, nato a Varese nell’aprile del 1941, dal 1966 al 1972 è stato professore al Seminario di Arcore, per poi trasferirsi fino al 1976 al Seminario di Merate. Quell’anno è arrivato a Curiglia con Monteviasco, presso la Chiesa di San Vittore, ricoprendo anche il ruolo di parroco a Dumenza, dal 2006 al 2012, tra S. Giorgio, località Due Cossani e S. Elisabetta.
In tanti, in queste ore, soprattutto sui social network, hanno espresso il loro pensiero ed il loro dolore per questa scomparsa. Don Giorgio, infatti, oltre ad accompagnare i fedeli durante i suoi anni di sacerdozio, ha formato per decenni centinaia e centinaia di studenti, insegnando religione al liceo scientifico “V. Sereni” di Luino.
Tra questi c’è anche l’artista, comico, musicista ed attore teatrale, Francesco Pellicini, che ha voluto esprimere tutto il suo dispiacere: «Sono rimasto senza parole, incredulo, sgomento per la perdita improvvisa di don Giorgio. Ci legava un sincero rapporto di stima ed amicizia. Era stato, come per tanti altri, il mio professore di religione alla superiori. Indimenticabili i suoi racconti avventurosi su daini e stambecchi, la passione per l’insegnamento, l’ amore sconfinato che manifestava per il suo territorio e la gioia di condividere il senso più profondo della vita mettendosi volentieri a servizio di noi giovani studenti».
«Don Giorgio era un uomo mite, squisito, un confidente sensibile capace di leggere a fondo nell’animo delle persone. Regalava sempre l’importanza del sorriso. Aveva il dono naturale della sincera umanità. Due estati fa, incontrandolo per caso in un ristorante in montagna, nel riconoscermi, seppe colpirmi con una fulminea frase: “Caro Francesco – mi disse – sono felice ti sia dedicato al teatro, a scuola avevi già la propensione di portare allegria e gioia di vivere nelle persone, anche se – concluse – non mi hai mai regalato i tuoi libri da sempre promessi», prosegue l’artista luinese.
«Due giorni dopo, colpito da quel sincero attestato di stima nei miei confronti, mi presentavo a Curiglia coi libri sorprendendolo di felicita’. Da li non ci siamo più lasciati. Ci sentivamo regolarmente parlandoci con affetto e sostegno. Quello importante. Che conta. Che rimane e aiuta. «Per questi motivi oggi piango un sincero amico che mai dimenticherò. Grazie mitico Don Giorgio, grazie di cuore per la tua vicinanza. Con affetto Checco».
Ieri sera, presso la Chiesa di San Vittore di Curiglia con Monteviasco, si è tenuta la recita del Santo Rosario in suffragio per don Giorgio Ferrario, mentre oggi, mercoledì 7 febbraio, alle ore 18.30, sempre presso la medesima chiesa, ci sarà la Santa Messa in Suffragio in suo onore.
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