La tradizione ha fatto tappa a Cuvio nella serata di sabato 9 dicembre per il concerto natalizio della Filarmonica Cuviese, che è stato ancora una volta un momento di grande festa.
La musica ha accompagnato lo svolgimento della manifestazione nella palestra della scuola primaria. Qui la banda del paese ha presentato al pubblico una grande novità, esibendosi sotto la direzione della giovane Irene Guerra, che ha rilevato il posto di Claudio Beltrame, per quasi trent’anni alla guida dello storico complesso. Guerra vanta già numerose collaborazioni di prestigio tra Lombardia e Piemonte, e attualmente è impegnata nella direzione di altre bande a Comerio, Cassano Valcuvia e Grantola.
Sullo stesso palco il sindaco di Cuvio, Enzo Benedusi, ha consegnato le borse di studio ai giovani del paese che frequentano le scuole primarie di secondo grado: Emma Olivia Maggi (valutazione media 7,82), Erica Savini (8,08), Mattia Serafin (8,4), Giorgia Spadaro (8,43), Veronica Massa (8,64) e Federica Cardinale (9).
Significativo anche l’attestato di stima del Comune per la Banda di Cuvio: «Un sodalizio attivo da quasi due secoli. La longevità del gruppo è determinata soprattutto dalla passione per la musica e dall’attaccamento al gruppo dei suoi elementi. Virtù che appartengono in notevole quantità a Camillo Peruggia e Lillo Omini, da cinquant’anni ottimi suonatori e validi dirigenti», ai quali il presidente Pieremilio Tenconi ha donato una targa.
Infine ampio spazio alla presentazione del nuovo “Taccuin De Cuvi“, l’almanacco dedicato ad usi e costumi del territorio, che quest’anno ha raggiunto il traguardo della venticinquesima edizione (qui i dettagli).
«La ricorrenza è stata celebrata con l’intervento dell’architetto Gianni Pozzi, presidente del Centro Studi e Documentazione per la Valcuvia e l’alto Varesotto “Giancarlo Peregalli” – si apprende ancora dal Comune – L’esimio storico valcuviano si è complimentato con gli autori, Giorgio Roncari e Graziano Tenconi, per la perseveranza nel pubblicare l’almanacco con abbondanza di testi dialettali e analizzando le cause per cui il dialetto nei nostri paesi sta scomparendo. L’architetto ha evidenziato come il concetto di cultura degli anni ’50 e ’60 imponeva ai più anziani di usare la nostra parlata solo con i coetanei, e di parlare in famiglia con i giovani esclusivamente l’italiano, bloccando di fatto un’adeguata divulgazione ai posteri del nostro vernacolo».
Il Taccuino dai prossimi giorni sarà reperibile in Comune a Cuvio e contattando la Pro Loco del paese.
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