Vinticingh ann de calendari, vinticingh ann de noster ropp. Parte dal dialetto l’introduzione al venticinquesimo numero del “Taccuin de Cuvi“, l’almanacco dedicato alla storia della Valcuvia che quest’anno raggiunge un traguardo speciale, quello dei venticinque anni di pubblicazione, ma resta saldamente ancorato alle tradizioni locali, a cominciare appunto dal linguaggio popolare.
Immagini e racconti per tramandare la memoria dei tempi che furono: questo l’obiettivo alla base del Taccuino, un’idea nata all’interno della Pro Loco di Cuvio e della Filarmonica Cuviese, lanciata nel 1999 e portata avanti con passione, fino ai giorni nostri, da Giorgio Roncari e Graziano Tenconi.
Il progetto all’inizio incentrato sul piccolo borgo di Cuvio ha abbracciato in seguito tutta la valle, e nel corso del tempo ha oltrepassato i confini del territorio, raggiungendo i valcuviani emigrati all’estero – in particolare tra Francia, Svizzera, Germania, Uruguay, Argentina e Canada – e ha dato modo a chi ha lasciato la propria terra d’origine di rivivere con affetto e nostalgia fatti e curiosità riguardanti la valle.
«Nel Taccuin del 2024, vita e abitudini di un tempo, che erano l’anima dei nostri meravigliosi paesi, saranno illustrati attraverso i vari termini del nostro bellissimo dialetto – si apprende dalla Pro Loco di Cuvio – Vocaboli che si usavano una volta, termini caduti in disuso, che nascondono nella loro spiegazione forti tracce della nostra cultura e del nostro passato. Attraverso le parole e le foto si potrà rievocare un apparato sociale che purtroppo va sempre più perdendosi».
Il Taccuin, curato come detto da Pro Loco di Cuvio e Filarmonica Cuviese, è anche conosciuto come “calendario della banda“. Per questo la presentazione del venticinquesimo numero avverrà durante il Concerto di Natale della Filarmonica, in programma sabato 9 dicembre alle 21, alla palestra della scuola primaria “Mascioni” di Cuvio.
Ad intervallare i brani musicali ci saranno le premiazioni dei giovani studenti cuviesi vincitori delle Borse di Studio indette dal Comune. Commento e recensione del calendario saranno a cura dell’architetto Gianni Pozzi, presidente del Centro Studi e Documentazione per la Valcuvia e l’alto Varesotto “Giancarlo Peregalli”.
(Foto di copertina: gita risalente al 1921)
© Riproduzione riservata






Vuoi lasciare un commento? | 0