Alto Varesotto | 23 Novembre 2023

Da Luino a Castelveccana, il Governo invia sul territorio un’ottantina di migranti

Il sindaco Enrico Bianchi: «Un impegno al quale non ci possiamo sottrarre». Il primo cittadino Luciano Pezza: «Pronti a collaborare ma sono preoccupato»

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Il tema dell’immigrazione è sempre al centro delle discussioni pubbliche, e di recente il Governo ha preso una decisione significativa riguardo all’accoglienza e all’emergenza dei migranti, andando a stringere un accordo con l’Albania per realizzare lì due strutture gestite dall’Italia, a proprie spese e sotto la propria giurisdizione proprio in Albania.

Il Governo nel frattempo, incaricando le Prefetture, però, sta disponendo anche la distribuzione dei migranti su tutto il territorio nazionale, tra cui quello dell’alto Varesotto. E così, un gruppo di un’ottantina di uomini, donne e bambini, provenienti dai Centri di Permanenza per i rimpatri, tra cui quello di Lampedusa, verrà ospitato tra Castelveccana e Luino.

In particolare, le strutture individuate per l’accoglienza sono Villa Immacolata e Villa Chiara a Ronchiano di Castelveccana, dove soggiorneranno una cinquantina di persone, e l’ex caserma dei carabinieri di Fornasette a Luino, dove ne arriveranno una trentina.

La decisione di inviare gli ottanta migranti circa in queste località è motivata dalla necessità di alleggerire la pressione sui CPR, garantendo al contempo un’accoglienza dignitosa e umana per coloro che, abbandonata la loro terra in cerca di una vita migliore, attendono di conoscere la propria destinazione, anche grazie alla gestione delle strutture indicate da parte di cooperative competenti, come “Ballafon” di Varese che da anni opera in provincia.

Sarà importante capire come le comunità locali risponderanno alla decisione del Governo. L’accoglienza dei migranti, infatti, spesso suscita reazioni contrastanti, ma molti luoghi hanno dimostrato che l’integrazione e la solidarietà possono portare a risultati positivi per tutti.

Le autorità locali, dai Comuni a Provincia di Varese, e le organizzazioni della società civile sono state coinvolte nella creazione di programmi di integrazione che coinvolgano sia i migranti che la comunità ospitante, promuovendo il dialogo e la comprensione reciproca.

«L’arrivo dei migranti sul territorio non dipende dal Prefetto, ma è il Governo a disporre ed autorizzare il trasferimento e la sistemazione delle strutture – commenta il presidente della Provincia di Varese, Marco Magrini -. È necessaria una gestione puntuale, per non far nascere problemi come avvenuto in altre circostanze in paesi più piccoli. Bisogna avere personale sufficiente e competente, per avviare percorsi educativi e sociali».

In alcune occasioni, infatti, vi sono state criticità nell’alto Varesotto, legate a situazioni spiacevoli: giovani senza biglietto che volevano salire sul bus, liti e attività illecite, talvolta anche con episodi di violenza. «Ogni giorno arrivano quaranta persone da gestire, il lavoro del Prefetto e del suo team è davvero complesso e complicato – continua Magrini -, si stanno impegnando cercando mille soluzioni, ma il problema è quello delle responsabilità nei confronti dei giovani, che il Tribunale dei minori assegna ai sindaci».

«Come Provincia stiamo intervenendo nelle situazioni di emergenza con l’ausilio della Protezione civile per gestire momentaneamente i ragazzi – aggiunge il numero uno di Villa Recalcati -. Continuano ad arrivare centinaia di persone ogni giorno, ma dobbiamo essere consapevoli che siamo tutti in emergenza; con i sindaci e gli amministratori condividiamo questi problemi, dobbiamo gestirli al meglio. Nei prossimi giorni faremo una riunione insieme a Prefetto, sindaci e cooperative, per accogliere nel migliore dei modi i migranti. Il nord della provincia ha dato segnali di grande responsabilità».

«All’ex caserma di Fornasette sono in corso i lavori di ristrutturazione e di messa in ordine della struttura – racconta il sindaco di Luino, Enrico Bianchi -. Si tratta di un’iniziativa governativa che ha posto la Prefettura nella posizione di mettere in atto una gestione in emergenza. Dal punto di vista economico ed organizzativo sarà la Prefettura, con fondi governativi, a gestire questi aspetti. Resta il problema dell’integrazione, dovremo fare controlli per fare in modo che non diventi un elemento di preoccupazione. In primo luogo dobbiamo garantire un’accoglienza umana».

«Siamo chiamati giustamente ad una corretta sorveglianza, insieme alle forze dell’ordine – continua Bianchi -, ma si tratta di un impegno ed obbligo al quale non ci possiamo sottrarre, non dimentichiamolo. Anche il Comune di Luino deve collaborare e cercare di risolvere l’emergenza, a prescindere dalle bandiere politiche. Preferisco non vincere le elezioni ma rimanere umano: tutto dovrà essere fatto con ordine, sicurezza e organizzazione, noi saremo attenti affinché tutto venga svolto nel migliore dei modi possibili, avvalendoci di una cooperativa individuata dalla Prefettura tramite bando, che già in provincia di Pordenone sta lavorando benissimo».

«Insieme agli altri sindaci del territorio e al Piano di Zona stiamo cercando di dividerci i minori a livello di responsabilità e burocrazia – spiega anche il sindaco di Castelveccana, Luciano Pezza -. Stiamo predisponendo una nuova convenzione tra i Comuni, partita grazie all’aiuto del presidente Magrini che ci sta dando una grande mano per ridurre le criticità. Se mi dessero in carico formalmente cinquanta minori, sarei obbligato a consegnare le chiavi del Municipio per questioni di bilancio. A me rimarrebbero solo le responsabilità».

«Dal lato reale della faccenda, invece, avere cinquanta minori non accompagnati a Villa Immacolata – conclude Pezza -, che girano in spiaggia a Caldè, potrebbe causare tanti problemi, specialmente se li associamo alle altre orde di ragazzini che in estate arrivano in treno dall’hinterland milanese. Questo sarebbe un bel rischio. Calcolando che ci hanno riferito che il 70% di questi migranti sono analfabeti e non parlano italiano, credo che l’inserimento sarà più difficile dal punto di vista sociale. Nutro una grande preoccupazione mentre sarebbero necessarie certezze».

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