Cinquanta castagni piantati nel prato che sorge attorno alla chiesa più antica della Valcuvia, nel bosco in località Santa Maria che si trova a lato della Statale 394. Ai pali che faranno da sostegno per le prime fasi di sviluppo dei futuri alberi, nell’area verde all’ingresso del centro abitato di Cuveglio, sono stati agganciati dei bigliettini verdi. Riportano i nomi dei 74 alunni della scuola media del paese che hanno “adottato” i castagni.
Il progetto nato da un’idea dell’assessore al territorio cuvegliese, Renato Furigo, è diventato realtà grazie al supporto del gruppo intercomunale di Protezione civile della Valcuvia, che con ruspe e decespugliatori ha trasformato una parte di bosco quasi impenetrabile in uno spazio con un significato preciso.
Il significato è: «Recuperiamo questa parte di territorio insieme, prendiamocene cura tenendo conto delle reazioni della natura». Lo ha spiegato agli alunni il sindaco Francesco Paglia durante l’inaugurazione dell’area, che si è svolta oggi – martedì 21 novembre – in occasione della Giornata nazionale degli alberi, dedicata alla valorizzazione del patrimonio arboreo e alle iniziative per ricordare l’importanza di boschi e foreste per la difesa dell’ecosistema.
Tra queste iniziative c’è quella cuvegliese, iniziata alcuni mesi fa grazie ad un’intuizione dell’assessore Furigo, che aderendo ad una campagna di Regione Lombardia, legata alla distribuzione gratuita di piante provenienti da un vivaio dell’ente, aveva portato in paese i 50 esemplari di castagno, che in parte sono stati piantati proprio oggi insieme agli studenti e ai volontari della Protezione civile.
«I nostri nonni e bisnonni hanno vissuto anche grazie ai prodotti degli alberi di questo bosco», ha spiegato il primo cittadino Paglia davanti agli alunni raccolti in cerchio nei pressi dei resti della chiesa di Santa Maria, che risale al tardo medioevo e verrà recuperata. «Con questi castagni partiamo dalla creazione di uno spazio ordinato attorno al sito», ha precisato il sindaco.
Poi gli studenti hanno appoggiato le piantine nei buchi scavati dalla Protezione civile, sistemando con attenzione il terreno attorno ai tubi neri impiegati per coprire i fusti e per proteggerli dagli animali selvatici.
«Ogni nuova pianta è una goccia di ossigeno in più per noi», ha sottolineato l’assessore Furigo, che dopo aver spiegato agli alunni il senso della Giornata nazionale degli alberi, ha invitato gli studenti a non dimenticarsi del luogo in cui hanno trascorso la loro mattinata: «Potete venire qui, di tanto in tanto, a fare una passeggiata con i genitori e a prendervi cura della pianta che vi è stata donata. E che in futuro darà dei frutti per voi e per i vostri figli».
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