«Quella sera ho assunto alcol e droga in grandi quantità. Non mi era mai capitato di avere vuoti di memoria così».
A parlare davanti ai giudici del Tribunale di Varese è il 29enne in carcere dallo scorso marzo con l’accusa di aver tentato di soffocare la zia acquisita nella sua casa di Cittiglio, aggredendo la donna – quarantenne – di prima mattina, mentre si trovava ancora nel letto. E la sera a cui l’imputato fa riferimento è quella che ha preceduto il fatto.
Una versione, quella fornita in aula dall’imputato, difeso dagli avvocati Corrado Viazzo e Valentina Commisso, che non si concilia con quanto lo stesso 29enne aveva dichiarato davanti al gip, parlando dell’aggressione, che sarebbe avvenuta mentre il giovane si trovava sotto l’effetto della cocaina. Lo ha fatto notare il pubblico ministero, a cui il 29enne ha risposto: «Ho ripetuto quello che mi era stato detto subito dopo i fatti. E ancora oggi mi chiedo come sia potuta succedere una cosa del genere».
La mattina del 10 marzo, giorno dell’aggressione, era stato il 29enne a chiamare i carabinieri e a farsi trovare in strada all’arrivo dei militari dell’Arma, ai quali il ragazzo parlò dell’aggressione. Ma anche su questo punto il 29enne oggi dice altro: «Sono stato manipolato. Non ero me stesso, non ero attendibile».
Al centro dell’udienza, altri due fatti: i messaggi, successivi al 10 marzo, tra il presunto aggressore e la persona offesa (che è anche parte civile nel procedimento dove è assistita dall’avvocato Simona Ronchi), incentrati non sul tentativo di soffocamento ma su questioni economiche, e il “doppio giro” della sera prima dei fatti per cercare la cocaina, acquistata fuori da un bar della Valcuvia, e poi consumata a casa della quarantenne.
Questo secondo le parole del 29enne, che ha inoltre precisato di non essere mai stato un tossicodipendente, ma di aver comunque iniziato un percorso con il Sert, in carcere, perché determinato a cambiare vita: «Non ne voglio più sapere della droga. Voglio solo pensare alla mia famiglia e a crescere la mia bambina».
© Riproduzione riservata







Vuoi lasciare un commento? | 0