Non sarà solamente Luino a finire sotto la lente di ingrandimento degli studenti del Laboratorio di architettura e composizione architettonica S della sede di Lecco del Politecnico di Milano, ma anche Lavena Ponte Tresa.
La città sul Verbano e il paese sul Ceresio fanno infatti parte (insieme a Lecco) dell’ampio progetto connesso al territorio della Regio Insubrica che prevede che i giovani, guidati dalla professoressa Katia Accossato, immaginino soluzioni per donare un volto nuovo ad alcune aree dismesse o che necessitano di un tocco di riqualificazione in più.
Per questo, il gruppo di studenti che si occuperà di Lavena Ponte Tresa, lunedì 30 ottobre, analogamente a quanto avvenuto a Luino, ha svolto un sopralluogo in paese per conoscere da vicino i luoghi che rientreranno nel loro lavoro di progettazione.
Diversi gli ambiti sui quali i ragazzi andranno a stendere i loro progetti da condividere con l’amministrazione comunale, tutti incentrati su alcune aree sul lungolago.
Uno dei temi, spiega il sindaco Massimo Mastromarino, che li ha accompagnati durante la loro visita, è «come far diventare il lungolago un “luogo dello stare”, immaginando interventi con cui sia possibile allocare lì alcune attività operando in continuità con il programma della nostra amministrazione».
Ragion per cui non si penserà solamente a migliorare ulteriormente la passeggiata a lago, ma anche a riqualificare l’ambito del campeggio e creare un’area in cui dare spazio a servizi di interesse pubblico come ad esempio una nuova sede per la Canottieri. Senza dimenticare la zona di grande pregio naturalistico che si trova oltre lo stretto di Lavena, dove bisognerà immaginare interventi più leggeri, che ne tutelino la specificità. Infine si parlerà anche di intervenire su un fabbricato sito sul lungo Tresa al quale attribuire una doppia vocazione, sia commerciale che residenziale.
«Li ho visti molto interessati e incuriositi, soprattutto dal fatto di vedere la frontiera a pochi passi – conclude il primo cittadino – e anche molto desiderosi di svolgere il loro lavoro e farlo bene».
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