Il maltempo degli scorsi giorni, con le forti piogge cadute su tutto l’alto Verbano, ha contribuito a ingrossare nuovamente il corso del torrente Giona, a Maccagno con Pino e Veddasca.
Un’immagine che ha risvegliato i timori – in realtà mai del tutto sopiti – dell’amministrazione comunale per la sicurezza dei cittadini e dell’intero paese in termini di rischio idrogeologico, dato che il Giona rappresenta proprio uno dei punti più fragili, in tal senso, del territorio.
Tempo fa Regione Lombardia ha concesso al Comune un finanziamento di 1,8 milioni di euro per realizzare, poco prima della centralina Enel situata nei pressi dell’Acquadolce, uno sbarramento a monte del corso d’acqua utile a fermare il materiale alluvionale.
«Ma fin da subito – ribadisce il sindaco Fabio Passera – abbiamo fatto un ragionamento: una volta costruita questa barriera, se non andiamo a portar via costantemente il materiale che viene bloccato dal manufatto, tanto vale. L’erosione è costante e l’investimento economico che la Regione ci ha concesso diventerebbe praticamente inutile».
Per fare ciò, però, occorre prima risolvere almeno due problemi importanti: il dissesto sul versante che dà sulla via Acquadolce dove, quando piove, non di rado si verificano piccoli smottamenti o cadute di piante, e l’accesso dei mezzi pesanti di portata elevata tra la stessa via e via Reschigna. Accesso che servirebbe anche per il depuratore, la piazzola ecologica, l’incubatoio ittico e le due abitazioni lì presenti e che, in caso di frana (come quella del gennaio 2021) non blocchi completamente il passaggio isolando tutte queste zone.
Per quest’ultimo punto, l’idea che l’amministrazione comunale intende portare avanti come primo passo riguarda la costruzione di un nuovo ponte carrabile al posto di quello rilevato lo scorso febbraio da Enel, all’altezza della centrale di Enel Green Power Italia, e «assolutamente insufficiente per ogni evenienza».
«Abbiamo predisposto un nuovo studio per vedere cosa potrebbe costare il ponte e la messa in sicurezza dei versanti – prosegue il primo cittadino – Un progetto da 2 milioni e 550mila euro che abbiamo presentato alla Regione. Ci hanno risposto che attualmente non ci sono fondi disponibili, ma che lo prenderanno in considerazione nel momento in cui ci saranno le risorse per finanziarlo».
«Sono molto orgoglioso di questo – termina Passera – Per il Giona stiamo spendendo un sacco di soldi, ma riuscire a frenare il materiale e a portarlo via con un’escavazione continua, da solo, varrebbe il prezzo. In ogni caso, chi verrà dopo di noi, con questo progetto messo agli atti si troverà un pezzo di lavoro già fatto».
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