Luino | 21 Ottobre 2023

La mamma rapper Scate e l’EP d’esordio “Radiografia femminile”

Si può trovare su tutti i digital stores, mentre su YouTube è stato pubblicato il video di “Be Zen”, secondo brano della tracklist. Dopo alcune esperienze, anche all'estero, ora vive nel Varesotto

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È uscito negli scorsi giorni, su tutte le piattaforme “Radiografia femminile”, il primo EP della mamma rapper Scate, varesina di adozione. Questo progetto di otto tracce vede diversi produttori alle strumentali, provenienti da Lombardia, Friuli e Germania, i luoghi dove lei ha vissuto.

Le sonorità spaziano da quelle più classiche old school a quelle più moderne. Il lancio viene accompagnato dalla pubblicazione su YouTube del video di “Be Zen”, secondo brano della tracklist, girato a Gavirate. Racconta dei mille momenti in cui lei perde la pazienza, impreca, si ripete di rimanere zen, e sogna di sorseggiare uno spritz sulla sua isola che non c’è.

Si tratta di un disco al femminile, che non è solo un racconto personale ma un tentativo di far entrare gli ascoltatori nella dimensione di una donna, per comprenderla meglio e sfatare tutti i cliché di cui è oggetto. Per citarne solo alcuni, quello della carina, della premurosa, della mamma di famiglia e della milf. Scate si esprime in modo diretto, a tratti metaforico, ma molto chiaro e spesso ironico. La musica, come una radiografia, è capace di mettere a nudo i pensieri, lo scheletro e l’anima di ognuno come su una lastra.

Ma chi è Scate? Questo nickname risale ai tempi dell’università in cui la Caterina scatenata è diventata “Scatenina”, abbreviato poi in “Scate”, che sta sia per pazzerella, che per “senza catene”. Classe ’83 come Zerocalcare, nei cui fumetti si riconosce pienamente, Scate nasce in una piccola cittadina di provincia, San Daniele del Friuli, la patria del prosciutto.

Durante il liceo a Udine conosce la cultura hip hop nella quale trova identità e ispirazione. Ascolta molto rap americano e fra gli italiani adora soprattutto gli Otierre e i Sottotono. Il suo role model è da sempre Lauryn Hill. Dopo l’università a Trieste si sposta a Monaco di Baviera per poi rientrare in Italia stabilendosi a Varese: il destino l’ha riportata in “Sede”, città di Esa e Tormento, quindi tutto torna.

Da giovane non ha avuto il coraggio di cimentarsi in nessuna delle 4 arti dell’hip hop, soffrendoci non poco, ma vicina ai 40 anni e già mamma, scatta quel qualcosa che le fa prendere in mano la penna e poi il microfono. Conciliare lavoro, famiglia e rap è molto dura, ma “più dite ad una mamma smamma, più lei testarda non molla”. I motti di Scate sono ovviamente “Scate-nati!”, “Il rap è la mia camomilla”, e “La musica è il mio baricentro, sarà il mio fuoco eterno”.

È possibile seguire “Scate” non solo su Instagram, ma anche su YouTube.

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