(a cura di Roberto Bramani Araldi) Per il Comune di Brezzo di Bedero domenica 8 ottobre può essere ascritta come data se non fatidica certamente da inserire nel novero degli eventi particolarmente significativi, che vanno al di là della consuetudine commemorativa, ma si protendono a caratterizzare l’impegno di una comunità che vuole pronunciarsi in modo netto contro uno dei flagelli della società moderna: la violenza.
L’Amministrazione Comunale si è resa disponibile a raccogliere il testimone di un’ideale staffetta annuale fatta partire dal Comune di Valganna nel 2022, nella persona del sindaco Bruna Jardini, in accoglimento di un’idea dell’assistente sociale Federica Calvi promotrice di “Per mano si può”, progetto per dire basta alla violenza, nato a seguito della tragica morte del piccolo Daniele ucciso a Morazzone dal padre.
E’ sotto l’egida di “Per mano si può” che, nella tarda mattinata di domenica, si sono radunati nella piazzetta facente parte del Comune di Brezzo di Bedero le Autorità invitate dal medesimo a partecipare alla manifestazione, con la massiccia presenza dei sindaci del territorio, unitamente a tutte le associazioni locali, a una folta rappresentanza di cittadini, che hanno condiviso il profondo senso che animava la riunione, e a un gruppo di giovanissimi praticanti lo sport della pallacanestro appartenenti al Pallacanestro Virtus Luino, regolarmente muniti di pallone con il quale hanno accompagnato palleggiando tutta la fase iniziale dell’incontro.
Sfilata lungo via Roma, la via principale del paese, fino a sbucare sul Belvedere Pasqué, la seducente terrazza proiettata verso il lago che si offriva, come di consueto, senza ritrosie, dove avrebbero avuto luogo gli interventi atti a illustrare l’iniziativa.
Lo scopo era manifesto: è necessario coinvolgere le comunità per parlare, per educare, per far conoscere il flagello della violenza, a partire dai primi passi scolastici, affinché sia possibile contrastare, attraverso l’unione di amministrazioni, associazioni, scuole e famiglie, la deriva e in fondo l’accettazione della patologia.
Gandhi, l’apostolo della pace dei nostri tempi, capace di attuare una vera rivoluzione pacifica per sovvertire un ordine coercitivo, aveva come segno di saluto e di preghiera le parole “Ahinsa paramo Dharma ahe” – la non violenza è la grande religione – indicative di un orientamento pacato, mite, nel quale era bandita ogni forma di sopraffazione, non solo fisica, ma anche verbale.
E il sindaco di Brezzo di Bedero Daniele Boldrini, che ha aperto la serie d’interventi, ha voluto riferirsi al Mahatma, rilevando la vicinanza della data della sua nascita – 02 ottobre 1869 – con il raduno, così come il 21 settembre, non così lontano, la giornata della pace. Ha sottolineato la condivisione dell’idea con il Comune di Valganna, e la convinzione sul progetto che ha portato il suo Comune a essere il primo centro della provincia a raccogliere il testimone, che sarà poi passato per il 2024 al Comune di Porto Ceresio e per il 2025 al Comune di Luino.
La sottolineatura dell’efficacia delle misure di prevenzione che debbono prevalere su quelle di contrasto e di repressione è stata posta in evidenza dal vice-prefetto Fabio De Fanti che ha voluto porre l’accento sulla necessità che i giovani non debbano cercare d’imporre le proprie ragioni con l’aggressività, come del resto dovrebbe avvenire che i figli non debbano aver ragione per definizione.
La carrellata è proseguita con l’onorevole Andrea Pellicini che ha evidenziato il potere educativo dello sport, in ossequio alla presenza dei giovani della PVL, nel quale l’aspetto simbolico della stretta di mano all’avversario diventa l’immagine della cultura del rispetto, mentre l’onorevole Stefano Candiani ha orientato l’attenzione sull’esempio per creare cittadini migliori e determinare un reale gioco di squadra, infine il presidente della Comunità Montana Valli del Verbano Simone Castoldi non ha voluto che fossero ignorati gli eventi drammatici di oggi chiedendo un minuto di silenzio per le vittime del terrorismo.
Un ruolo di particolare evidenza è stato riservato a Matteo Bianchi ex-sindaco di Morazzone e parlamentare, naturalmente coinvolto dal dramma che colpì la sua comunità, mentre l’assessore al Comune di Varese Rosella Dimaggio ha presentato la rete che coinvolge le istituzioni per unire le forze dei centri antiviolenza, specialmente a difesa delle donne sulle quali si manifesta violenza non solo fisica, ma anche e sicuramente psicologica, per proporre il paradigma dell’uguaglianza e del rispetto.
Le parole di Federica Calvi che hanno fatto da chiosa hanno avuto un epilogo emozionante con l’enunciazione degli scopi di “Per mano si può”, che diventerà un’associazione, da parte della madre di Daniele che non ha potuto sfuggire alla commozione nell’evocare i motivi della sua costituzione.
A conclusione della giornata l’inaugurazione nelle arcate sotto il Pasqué di un’opera di Martino Natuzzi, un esponente dell’associazione Utòpia che coinvolge i giovani per consentire loro di esprimersi su attese e progetti, un murale esemplificativo, con i suoi colori vividi e gioiosi da un lato e più cupi dall’altro, quasi a significare il contrasto fra la speranza di un mondo migliore e la cruda, angosciante realtà di fatti di cronaca di ordinaria violenza.
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