Qualcuno li avrà già incontrati in giro per le strade della città, scambiando con loro qualche parola: sono i missionari francescani, frati, suore e giovani laici, che in questi giorni sono a Luino per vivere la Missione popolare.
Come abbiamo già raccontato, sono numerosi gli appuntamenti che fino al 15 ottobre coinvolgeranno tutte le fasce della popolazione, dai più piccoli alla terza età, con momenti e celebrazioni comunitarie come quella di ieri, la messa solenne presieduta da monsignor Giuseppe Vegezzi, fino a poco tempo fa vicario episcopale per la Zona di Varese e ora vicario a Milano.
La celebrazione – alla quale hanno preso parte anche le autorità civili e militari della città e le associazioni di volontariato – ha fatto seguito alla processione con il simulacro della Madonna del Rosario partito dalla chiesa del Sacro Cuore di Voldomino per raggiungere il campo dell’oratorio San Luigi, dove è stato allestito il tendone che ospiterà i vari eventi della Missione.
Nella sua omelia monsignor Vegezzi ha voluto condividere con i fedeli presenti i tre verbi che papa Francesco ha messo in evidenza durante la Giornata Mondiale della Gioventù di Lisbona: «Il cristiano, colui che si lascia toccare dalla Parola di vita, anzitutto deve brillare: non per farsi vedere – ha spiegato il vescovo –ma per essere un segno, per essere capaci di trasmettere un volto luminoso perché contento di vivere così. In questa missione sarà poi fondamentale ascoltare: non dare mai per scontato che sappiamo già come essere cristiani, ma ascoltare la sua Parola per diventare gente che ha un volto diverso e che brilla in questo tempo e in questa società».
Infine, «non temere: non dobbiamo temere che la parola di Dio ci inviti a cambiare il nostro stile o che sia contro di noi perché noi abbiamo a che fare con un Dio che è sempre dalla nostra parte. Non temere vuol dire fidarsi e lasciarsi toccare da questa Parola e lasciarsi mettere in discussione da essa. Ma anche – ha concluso – non temere di essere noi stessi, ovvero cristiani, in ogni ambito della nostra vita».
E un’occasione bella per vedere la dimostrazione di tutto questo la si potrà avere nella giornata di oggi: alle 16.30, infatti, l’appuntamento sarà sul lungolago, di fronte al Santuario del Carmine, per la Festa della Fraternità, «uno spettacolo da non perdere» fatto di musica, canti, balli, scenette e tanta gioia al quale è invitata tutta la cittadinanza. A prescindere dalla fede e dalle credenze di ciascuno, come non si stancano mai di ribadire i francescani qui presenti, desiderosi di incontrare «proprio tutti».
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