Cacciatori e ungulati. Difficile metterli nella stessa frase lasciando fuori le dispute tra chi difende l’operato dei primi e chi si batte per tutelare la sopravvivenza dei secondi. Motivo per cui la notizia che arriva dalla Svizzera, e in particolare dal Canton Grigioni, è da prendere come una “rarità”: 520 cuccioli di capriolo sono stati salvati individuati e messi in sicurezza grazie all’impiego di droni con termocamere pilotati dai cacciatori presenti sul territorio.
Le operazioni si sono svolte quotidianamente, di prima mattina o la sera tardi, e hanno riguardato zone boschive dove i cuccioli rischiavano di rimanere coinvolti nelle attività di sfalcio. Venticinque i droni utilizzati complessivamente da 180 piloti, in quasi tutte le regioni del Cantone, dove i cacciatori hanno potuto contare sul fondamentale supporto degli agricoltori per mettere in salvo i cuccioli.
Il numero dei voli eseguiti, tra la metà di maggio e la metà di luglio, è da record: 1786, tutti a cura di volontari. Sessantasei voli in più rispetto al 2022, quando in questa attività già era stato raggiunto un traguardo inedito.
L’attività è rivolta a tutte le persone che abbiano dimestichezza con il volo dei droni. Il reclutamento e il successivo periodo di formazione si svolgono nei vari territori in cui è suddiviso il Cantone. Dall’inizio del progetto, nel 2019, il numero di animali salvati da una possibile morte durante le operazioni di sfalcio del verde ha raggiunto quota 2320. (Foto di copertina dal sito www.gr.ch)
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