Luino | 10 Settembre 2023

Don Sergio saluta Luino: «Siate portatori di luce e speranza»

Ieri pomeriggio la messa in oratorio con le autorità e i fedeli della Comunità Pastorale. Tra doni, emozione e abbracci, la gratitudine vicendevole del prevosto e della città per questi otto anni

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Essere «portatori di luce e speranza in un mondo spesso buio, far risplendere la verità di un Dio che vuole la salvezza di tutti, senza fare differenze»: è l’augurio che don Sergio Zambenetti ha voluto condividere con i fedeli luinesi durante la messa di saluto alla comunità celebrata nel pomeriggio di ieri, sabato 9 settembre, pochi giorni prima di partire definitivamente alla volta di Carugate.

Sotto a un caldo sole ancora molto estivo, il campo dell’oratorio San Luigi si è popolato di giovani, adulti, anziani, rappresentanti delle associazioni di volontariato, delle istituzioni locali e delle forze dell’ordine che non hanno voluto mancare a un momento importante per la vita della città ed emozionante per molti dei presenti.

Un cammino, quello di don Sergio a Luino, che si chiude dopo otto anni in cui, oltre ad aver portato le cinque parrocchie della città a diventare un’unica Comunità Pastorale, ha ricoperto anche il ruolo di decano guidando il clero responsabile delle parrocchie dell’alto Verbano.

Incarico, quest’ultimo, che è stato assunto temporaneamente dal parroco di Mesenzana don Michele Ravizza, che all’inizio della concelebrazione ha voluto ringraziare il prevosto per la sua continua vicinanza nei momenti di bisogno: «Ho trovato un prete mite e umile, che non ha perso la pazienza, non è andato oltre i limiti e non si è arrabbiato. Ti auguro per la tua nuova missione di parroco – ha detto rivolto allo stesso don Sergio – di continuare a essere così, un uomo mite che porta il Vangelo in tutte le cose».

Parole che hanno fatto il paio con quelle pronunciate dal sindaco Enrico Bianchi nei momenti conclusivi della messa: il primo cittadino, commosso, ha scelto di sottolineare la grande disponibilità del prevosto nel sostegno agli immigrati e ai tanti minori non accompagnati arrivati in città in questi anni – «hai provveduto e aiutato molte volte, con il sorriso bonario e silenzioso, senza clamore, proprio di chi il Vangelo lo vive realmente» – e i gesti carichi di umanità e l’attenzione per tutti che hanno saputo colpire nel cuore di tanti luinesi, compresi i non credenti.

«Otto anni trascorsi con Luino e per Luino», ha evidenziato Bianchi, non senza momenti complicati e dolorosi come il periodo Covid o, da ultimo, il crollo dell’ippocastano avvenuto lo scorso giugno sul sagrato della chiesa di San Pietro in Campagna, ma durante i quali ha sempre saputo indicare «la buona via» a chi lo ha conosciuto e incontrato strada facendo.

È stato poi Faustino Gatta a dar voce all’intero Consiglio Pastorale con un messaggio carico di emozione e di riconoscenza: «Sono cresciute assieme a lei anche le nostre anime, la nostra fede ed è per questo che le diciamo grazie per la sua umanità nel mantenere viva la nostra comunità, per averci spronato a vivere il Vangelo nell’ascolto, nel canto e nella preghiera. Accogliendoci così come siamo, lei ha camminato con tutti noi guidandoci con affetto, pazienza e perseveranza. Ora continui il suo ministero con fervore e fermezza lasciando negli animi di tutti il segno che ha lasciato a noi».

«In questi tremila giorni hai servito senza risparmiarti mai, non senza qualche piccola o grande delusione», ha poi aggiunto il vicario della Comunità Pastorale don Giuseppe Cadonà nel richiamare il simbolo del re che fa festa per il figlio al quale Gesù paragona il Regno di Dio: «Oggi la festa è della comunità che, nel Signore, ringrazia don Sergio che per otto anni l’ha presieduta senza pausa, pur con le proprie fragilità. Ti auguro quattro cose – ha concluso rivolto al prevosto – di continuare ad amare la Chiesa e il Signore, di trovare una comunità che ti accolga, ti accompagni e preghi per te, di ascoltare il Signore che dice “stai in disparte con me e riposati” e di essere un maestro che dirige l’orchestra, perché noi possiamo essere bravi suonatori, ma abbiamo bisogno di direttori decisi che facciano andare gli strumenti nella stessa direzione».

E infine, dopo aver aperto i regali offerti dai fedeli luinesi (una talare, una berretta, un biglietto per assistere a “Le Nozze di Figaro” alla Scala di Milano e un pensiero anche da parte delle suore dell’Educandato di Roggiano), don Sergio – che già all’inizio della messa ha voluto esprimere la propria gratitudine nei confronti di tutti i presenti e, in particolare, del mondo del volontariato e dei responsabili della società civile con cui ha «potuto sperimentare la bellezza del lavorare insieme» anche in momenti dolorosi – si è rivolto ancora una volta alla sua comunità.

«Quando sono diventato prete – ha detto – ho scelto una frase della prima lettera di Pietro che dice “Pascete il gregge che vi è affidato volentieri e non per vile interesse”: ecco, adesso vado da un’altra parte a pascere il gregge e lo farò volentieri, come l’ho fatto qui a Luino. Tutti mi dicevano che la gente del lago è fredda, ma io non l’ho trovata affatto così. Vi ringrazio e vi dico: andate avanti volentieri anche voi».

A concludere questa giornata di festa e di saluto nel segno della convivialità e della gioia, la cena condivisa con oltre duecento persone all’oratorio di Creva che, in questi giorni, sta vivendo la tradizionale “Festa dell’Accoglienza”.

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