(fonte Ansa) Continua ad aggravarsi di ora in ora il bilancio delle vittime del violento terremoto di magnitudo 7.0 che ieri sera ha colpito il Marocco.
Sono infatti almeno 1037 le persone che hanno perso la vita e 1204 quelle ferite, di cui 721 versano in gravi condizioni. E si teme che i numeri possano crescere ancora, man mano che i soccorsi o le comunicazioni raggiungeranno le zone più vicine all’epicentro, situato nel centro del Paese, a 16 chilometri del villaggio Tata N’Yaaqoub, nel municipio di Ighil, 72 chilometri a sud-ovest di Marrakech.
Proprio Marrakech è stata fortemente danneggiata dal sisma, con i testimoni che raccontano di una trentina di secondi da incubo durante la potente scossa che è stata avvertita lungo tutta la dorsale dell’Atlante e dall’altro versante della catena montuosa a Casablanca fino a Rabat, provocando danni nel raggio di oltre 400 km.
Il sisma è stato sentito anche nella vicina Algeria – che al momento non ha segnalato vittime né danni -, fino ad arrivare a diverse zone del sud della Spagna e delle Canarie.
Non risultano al momento italiani né tra le vittime né tra i feriti, ha assicurato il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani, riferendo che risultano essere circa duecento i connazionali presenti sul territorio marocchino e che «Il Governo segue minuto per minuto, persona per persona, la situazione».
La notizia e le immagini della devastazione hanno intanto fatto il giro del mondo, fino ad arrivare a Delhi dove i leader mondiali sono riuniti per il vertice del G20: dalla premier Giorgia Meloni al presidente americano Joe Biden, dal padrone di casa Narendra Modi al presidente francese Emmanuel Macron sono numerosi gli attestati di solidarietà e le offerte di invio di aiuti e assistenza. Anche il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha espresso le sue condoglianze, mentre papa Francesco ha invitato un telegramma di cordoglio per esprimere «dolore e solidarietà». Poco fa anche il presidente Sergio Mattarella ha inviato un messaggio al re del Marocco Muhammad VI partecipando la sua «immensa tristezza» e «manifestando disponibilità a contribuire ai complessi lavori di soccorso».
Secondo quanto ha affermato all’ANSA Carlo Doglioni, presidente dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, il terremoto di questa notte è stato «estremamente energetico, quasi equivalente al sisma in Irpinia del 1980», anche se non al livello di quello avvenuto in Turchia del febbraio 2023, che ha provocato «la distruzione di 200mila edifici e 50mila morti su un’area di 50mila chilometri quadrati. Nel caso del Marocco la superficie coinvolta è inferiore».
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