Varesotto | 28 Agosto 2023

Dal caro benzina al caro spesa, i rincari colpiscono imprese e consumatori del Varesotto

L’aumento dei prezzi ha avuto un effetto valanga su tutta la filiera agroalimentare, con riflessi sui costi delle imprese e sul carrello che diventa sempre più costoso e più vuoto

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Non c’è pace per il caro spesa su cui, dopo un anno condizionato dai rincari delle materie prime e dagli effetti della guerra in Ucraina, ora torna a gravare l’impennata del costo della benzina: il risultato vede effetti anche sul territorio della provincia di Varese, con i consumatori che si trovano a dover fare i conti con un carrello sempre più costoso (o, in alternativa, sempre meno pieno).

In un Paese come l’Italia, dove l’88% delle merci per arrivare sugli scaffali viaggia su strada, l’aumento dei prezzi di benzina e gasolio ha un effetto valanga sui costi delle imprese e sulla spesa dei consumatori.

È quanto afferma la Coldiretti in riferimento al rialzo dei prezzi di gasolio e benzina che ha sfondato ampiamente la quota dei 2 euro al litro in autostrada, con il caso ormai noto della punta di 2,7 raggiunta proprio in un distributore dell’autostrada che collega Milano a Varese.

A subire le conseguenze dei rincari – sottolinea la Coldiretti – è l’intero sistema agroalimentare dove i costi della logistica arrivano ad incidere attorno a un terzo sul totale dei costi per frutta e verdura.

Una situazione che peggiora il deficit competitivo dell’Italia a causa dei ritardi infrastrutturali con il costo medio chilometrico per le merci del trasporto pesante che, a livello nazionale, è pari a 1,12 euro/ chilometro, più alto di paesi come la Francia (1,08 euro/chilometro) e la Germania (1,04 euro/chilometro) secondo l’analisi di Coldiretti su dati del Centro Studi Divulga.

Il gap logistico italiano comporta un aggravio di spesa superiore dell’11% rispetto alla media europea e – continua Coldiretti Varese – ostacola lo sviluppo del potenziale economico del Paese, in particolare per i settori per i quali il sistema dei trasporti risulta cruciale, come nel caso del sistema agroalimentare nazionale, punta di eccellenza dell’export Made in Italy.

«In tale ottica il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) può essere determinante per sostenere la competitività delle imprese sbloccando le infrastrutture che migliorerebbero i collegamenti tra Sud e Nord del Paese e anche con il resto del mondo per via marittima e ferroviaria, con una rete di snodi composta da aeroporti, treni e cargo» commenta il presidente di Coldiretti Varese Pietro Luca Colombo.

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