Non bastava la precisazione del presidente del Club alpino italiano («non abbiamo espresso posizioni ufficiali sulle croci di vetta»), dopo aver saputo delle opinioni personali rese note da due amanti della montagna, tra cui il responsabile delle attività culturali del Cai, circa la possibilità di rinunciare a nuove croci – tutelando quelle che già esistono – per pensare ad una montagna sempre più aperta al dialogo interculturale.
Fratelli d’Italia porterà avanti una proposta di legge per rafforzare la tutela dei simboli religiosi sulle cime delle montagne italiane. Primo firmatario del documento è il deputato Antonio Baldelli, membro della Comissione Trasporti.
L’iter è soltanto all’inizio e il testo integrale della proposta non è ancora stato reso pubblico, ma l’intenzione del partito della premier è di modificare l’articolo 136 del Codice dei beni culturali e del paesaggio, al fine di inserire le croci di vetta e di crinale tra le “aree di notevole interesse pubblico“. In particolare – scrive il portale Pagella Politica che ha avuto modo di visionare il contenuto della proposta – quelle che si trovano sulle montagne oltre i 1.600 metri, per le Alpi, e oltre i 1.200 metri per gli Appennini. Sottoponendo così le croci a vincolo di tutela.
Il tema della difesa delle croci di vetta ha suscitato grandi polemiche nelle ultime settimane, tanto che tre ministri del Governo – Tajani, Salvini e Santanchè – si sono pubblicamente schierati contro l’ipotesi di rinunciare alle croci. Identica la posizione assunta dal CAI Luino e in particolare dal presidente Adriano Rinaldin, che contattato dal nostro sito ha inoltre annunciato di voler presto aggiungere una nuova croce al patrimonio presente sulle cime dell’alto Varesotto, sfruttando le celebrazioni per il settantacinquesimo anno della sezione.
(Foto di copertina: Pizzoni di Laveno. Da Facebook, Renzo Fazio)
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