Dal 18 luglio la carta risparmio spesa da utilizzare per l’acquisto di beni alimentari di prima necessità entra in vigore. La misura, prevista dalla Legge di Bilancio 2023, diventa la card “dedicata a te”.
Le famiglie che hanno i requisiti per ricevere la PostePay con un importo di circa 380 euro, prima di tutto un ISEE fino a 15.000 euro, non dovranno presentare alcuna domanda in quanto i requisiti verranno comunicati ai comuni dall’INPS.
Ma quali sono i requisiti? La card “dedicata a te” è destinata alle famiglie composte da almeno tre componenti. Sono due i principali requisiti da rispettare, come l’iscrizione di tutti i componenti del nucleo familiare nell’Anagrafe della Popolazione Residente e, non me no importante, un ISEE, Indicatore della Situazione Economica Equivalente, fino a 15.000 euro.
I Comuni verificano solo la posizione anagrafica dei nuclei familiari contenuti negli elenchi inviati dall’INPS. «Tutto bene se non fosse che – commenta il sindaco di Brenta, Gianpietro Ballardin -, per i casi dove non vengono dichiarati i redditi percepiti all’estero, ad esempio nel nostro caso gli italiani che lavorano nella vicina svizzera, nei casi dove attraverso attività private vengono dichiarati redditi sotto la soglia e, infine, nei casi di lavoro nero dove i redditi percepiti non vengono proprio dichiarati».
«Questi casi, che esistono, non solo avranno il diritto di percepire un bonus ingiustamente dato, ma già oggi usufruiscono di benefici quali “Bonus bollette: elettrico, gas e idrico”, Dote scuola, Dote sport, Bonus occhiali, Esenzione canone RAI, Bonus affitto e altre agevolazioni ingiustamente percepite», continua ancora Ballardin.
«La conseguenza negativa dell’evasione è la grave distorsione del mercato in quanto esiste una penalizzazione ingiusta nei confronti di chi paga le tasse, a vantaggio di chi non lo fa – prosegue sempre il sindaco di Brenta -. Ricordiamoci che chi evade non dichiarando ha anche la possibilità di rientrare nei benefici che ho sopra richiamato. Nel nostro paese, in Italia, ci sarebbero 190 miliardi di euro di tasse evase che equivalgono a circa il doppio della nostra spesa pubblica in sanità».
«”Le tasse sono troppo alte in Italia”, questa affermazione è vera, ma per chi le tasse le paga – conclude Ballardin -, nella situazione attuale purtroppo esiste un paradosso, vale a dire “più tasse si pagano e meno servizi si ricevono».
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