Castelveccana | 3 Luglio 2023

Alto Varesotto, lotta allo spaccio nei boschi: centinaia di firme e 5 richieste alle istituzioni

L'iniziativa lanciata da don Ciotti lo scorso aprile, a Castelveccana, arriva ad un punto di svolta. Un programma di azione che parte dai cittadini, per non arrendersi ai pusher

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Sono più di 200 le firme raccolte da don Luca Ciotti, parroco di Germignaga, Brezzo di Bedero, Porto Valtravaglia e Castelveccana dopo la fiaccolata dello scorso 7 aprile contro lo spaccio nei boschi.

Una Via Crucis speciale, legata al messaggio “l’indifferenza fa la differenza“, e alla volontà dei partecipanti – cittadini, amministratori, forze dell’ordine – di dire basta alla delinquenza che infesta i boschi dell’alto Varesotto, ma anche di muoversi in modo concreto per combattere le dipendenze con la forza del territorio unito. Quella sera centinaia di persone camminarono in processione lungo la strada che da Nasca porta a Sant’Antonio, in un’area martoriata dalla presenza degli spacciatori e già teatro del grave fatto di sangue avvenuto a febbraio, con l’uccisione di un giovane. Fatto per il quale è ora indagato un carabiniere.

Oggi le firme raccolte testimoniano l’esigenza di non fermarsi, condivisa da un’intera comunità, e di trovare una sponda istituzionale per rendere nuovamente sicuri i boschi, e affrontare il problema delle dipendenze (droga ma anche alcol e gioco d’azzardo) con una marcia in più. «Duecento firme che sostengono l’appello indirizzato ai Comuni, alle forze dell’ordine, alle scuole, alle associazioni e a tutti i cittadini», sottolinea don Ciotti.

Chi ha firmato l’appello partito dal parrocco condivide un obiettivo, ma anche l’elenco delle azioni da intraprendere per raggiungerlo. A cominciare dall’informazione: «Chiediamo alle amministrazioni comunali un incontro pubblico in cui essere aggiornati sui passi compiuti e su quelli da compiere in ordine alla sicurezza, e con riferimento a telecamere, sistemi di controllo, azioni di disturbo – spiega don Ciotti – Desideriamo essere partecipi e informati di ciò che sta avvenendo, quale segno di una cittadinanza attiva».

C’è poi il tema della prevenzione, da portare avanti insieme ad esperti della materia. «Per questo – fa sapere il parrocco – chiediamo un concreto impegno di spesa nel bilancio del Comune di Castelveccana e dei Comuni limitrofi per mettere in atto un importante impegno educativo. In questo processo di comunità, per fare rete, si dovranno coinvolgere le varie istituzioni, tra cui società sportive, parrocchie, associazioni, scuole».

A chi amministra viene inoltre chiesto di vigilare sull’applicazione e sul rispetto delle leggi, in particolare per quanto riguarda il gioco d’azzardo e i locali in cui viene praticato. I cittadini, infine, dovranno fare la propria parte segnalando le situazioni di pericolo a sindaci, assistenti sociali, forze dell’ordine (per chi è pratico di strumenti digitali esiste YouPol, cioè l’app che consente di interagire con la polizia inviando immagini e testi), e occupando il territorio con iniziative che rendano certe aree non più sicure per i delinquenti.

«E’ arrivata la bella stagione, pensiamo a un coordinamento per favorire attività con gruppi organizzati, mostre, corse campestri, itinerari di mountain bike», aggiunge in conclusione il parroco. C’è voglia di riportare la quotidianità di tutti nei boschi dell’alto Varesotto.

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