Erano soci sul lavoro, ma la vita all’albergo ristorante, nel Lavenese, era un incubo. E tra frasi intimidatorie, insulti e botte, tre persone sono finite a processo in tribunale a Varese. Sono accusate a vario titolo di maltrattamenti, minacce, lesioni e violenza privata nei confronti di una donna, oggi 35enne e all’epoca dei fatti, avvenuti tra il 2012 e il 2013, in affari con uno dei tre imputati.
Più che gestire l’attività la donna, stando al quadro accusatorio, avrebbe subito continue vessazioni dall’ex socio, oggi 83enne, e dai suoi amici. «Marocchina di m…» e «ladra», gli insulti più pesanti, venati di razzismo.
In almeno due occasioni la donna avrebbe rischiato davvero: schivando un coltello da cucina, lanciatole da uno dei tre imputati, e finendo in pronto soccorso dopo essere stata presa a calci e pugni. Era il luglio del 2013 e fu uno dei rari accessi alle cure, sempre secondo le accuse; perché la donna, in altre circostanze, avrebbe preferito tacere, per paura di fare una brutta fine.
Le responsabilità dei tre imputati – due dei quali hanno già respinto tutte le accuse davanti al giudice – andranno ovviamente provate durante il processo, che è nella fase del dibattimento. È di una ex cameriera del locale l’ultima testimonianza ascoltata in aula. L’ex dipendente ha affermato di non aver mai assistito a vere e proprie violenze sul posto di lavoro, sottolineando però che ad un certo punto l’odierna persona offesa aveva smesso di farsi vedere.
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