Castelveccana | 17 Giugno 2023

Castelveccana, duecento bambini alla cascata della Froda

Ieri l'iniziativa organizzata da don Luca Ciotti con i gruppi degli oratori estivi. Camminata, merenda e giochi. Il messaggio: restituire alla comunità i luoghi occupati dagli spacciatori

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Via gli spacciatori dai boschi dell’alto Varesotto, che appartengono alle comunità locali e per questo motivo devono tornare ad essere centrali nella vita di comunità.

E’ il messaggio che arriva dall’iniziativa che si è svolta ieri a Castelveccana, dove un gruppo composto da bambini e ragazzini degli oratori estivi della zona, insieme a educatori, forze dell’ordine e genitori, ha percorso i sentieri che conducono alla cascata della Froda, non molto distante dalle zone costantemente al centro delle cronache locali a causa della presenza di pusher nordafricani (l’episodio più grave, avvenuto lo scorso febbraio, ha portato all’uccisione di un 34enne, a seguito di uno scontro armato. Per quei fatti è ora indagato un carabiniere).

Circa duecento i presenti alla camminata promossa da don Luca Ciotti coinvolgendo gli iscritti agli oratori di Castelveccana, Nasca, Domo, Brezzo di Bedero, Germignaga e Porto Valtravaglia. Già lo scorso aprile, in occasione del Venerdì Santo, il parroco aveva guidato i fedeli in una Via Crucis in direzione Froda. Merenda in compagnia e giochi hanno riportato la spensieratezza e il divertimento in un’area che non deve essere concepita come luogo di violenza e pericolo.

«Abbiamo camminato per i boschi godendo della natura – commenta don Luca – Giornate così dovrebbero essere la normalità. Forze dell’ordine, volontari e genitori ci hanno aiutato tanto, dalla preparazione del sentiero all’organizzazione dei giochi. Un bel segnale per il territorio».

Prima della camminata, è stato verificato che l’itinerario fosse in sicurezza. Alpini di Castelveccana e Protezione civile hanno dato il loro contributo, accanto a carabinieri e polizia locale. Nel gruppo anche Matteo Bariani di Movimento Alternativo, che ha svolto ricognizioni tra gli alberi prima e dopo la gita, e che da tempo denuncia il degrado legato allo spaccio dei boschi. «Ora che c’è questa attenzione al tema, non dobbiamo mollare la presa», afferma Bariani, che ringrazia don Luca per l’impegno contro lo spaccio e rinnova la disponibilità del proprio gruppo a collaborare per iniziative future.

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