Egregio Direttore,
alla luce dell’Incontro mondiale della Fraternità umana svoltosi il 10 giugno in Piazza San Pietro a Roma ispirato alla splendida enciclica di Papa Francesco “Fratelli Tutti”, con la presente desidero ricordare il senso del “Bene comune” in una società in cui spesso prevale solo l’interesse privato e personale a danno dell’interesse pubblico e sociale nonché il profitto economico privato da conseguire a qualsiasi costo umano e sociale a danno del senso civico nell’indifferenza diffusa nei confronti degli “altri” esseri umani in difficoltà.
A tale riguardo Papa Francesco giustamente afferma che “nella società mondiale dove si riscontrano tante iniquità e sono sempre più numerose le persone che vengono scartate, prive dei diritti umani fondamentali, il principio del bene comune si trasforma immediatamente in un appello alla solidarietà fondamentale per i più poveri. Questa opzione richiede di trarre le conseguenze della destinazione dei beni della terra”.
Oltre al pensiero di Platone, secondo cui lo stato ordinato è simile a un corpo e alle sue membra, di Cicerone, secondo cui “tutti gli altri beni che la natura produce per il comune vantaggio degli uomini siano tenuti e goduti dagli uomini come patrimonio di tutti e di ciascuno”, di Seneca, secondo cui “siamo tutti membra di un grande corpo perché la natura ci ha generato come parenti e ha fatto di noi degli esseri sociali”, di Tommaso d’Aquino, secondo cui il valore del Bene comune porta il cittadino “ad esporsi sino al pericolo della vita per salvaguardare la cosa pubblica”, di Antonio Gramsci, secondo cui “ha cultura chi ha coscienza di sé e del tutto, chi sente la relazione con tutti gli altri esseri”, desidero ricordare anche il sempre attuale pensiero di carattere civile, sociale e culturale espresso da Democrito di Abdera nel V secolo A.C. meritevole di essere ricordato in una società umanamente, politicamente e culturalmente sempre più vuota, più povera e più arida:
“Si deve porre l’interesse dello Stato sopra quelli personali. Solo così lo Stato è ben governato. Non si devono cercare pretesti per violare l’equità, né tentare sopraffazioni contro il bene comune”.
Il Bene comune è il senso e la ragione profonda della legittimità della comunità politica e sociale e delle istituzioni pubbliche civili nonché il fine di ogni azione politica e sociale contro ogni egoismo privato e personale.
Colgo l’occasione per porgere i miei più cordiali saluti.
Alberto Morandi
Laveno Mombello (VA)
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