Caccia estiva al cinghiale. Il Dipartimento del territorio ticinese gioca questa carta per cercare di contenere la diffusione della specie, aumentata a dismisura e sempre più impattante per quanto riguarda il peso economico dei danni creati dagli ungulati, passato nel giro di 4 anni da circa 200.000 franchi a quasi 340.000.
Le iscrizioni sono aperte e la sessione speciale partirà il 2 giugno. Sarà caccia libera, quattro giorni alla settimana, in diverse aree del Cantone: nei distretti di Lugano e Mendrisio (sotto i 1.200 metri), Locarno (sotto i 1.400 metri) e Bellinzona (sotto i 1.800 metri). Le battute di caccia si svolgeranno mercoledì, venerdì, sabato e domenica in due fasce orarie: 4.40-8 e 19-22.30. Si caccerà nei prati ma non nei boschi.
L’attività verrà conclusa il 28 giugno ma poi subentrerà un secondo calendario venatorio, per il mese di luglio: tutti i giorni, dalle 20 alle 6, nello stesso territorio scelto per giugno, i cacciatori potranno utilizzare le postazioni fisse nel bosco.
Due i fattori su cui si concentra l’attenzione delle autorità locali: i danneggiamenti in ambito agricolo e quelli causati dai cinghiali alle zone boschive, cui si aggiunge la necessità di tutelare i cittadini da una potenziale diffusione della peste suina africana, di cui la specie è il principale vettore.
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