La stagione venatoria 2021-2022 ha segnato il raggiungimento di un record per la caccia al cinghiale in Canton Ticino con 2.637 capi catturati.
Non erano mai stati così tanti in decenni di attività sul territorio regionale, considerando che questa tipologia di caccia è stata introdotta in Ticino negli anni Novanta, inizialmente con catture contenute e poi con numeri progressivamente in aumento fino ad arrivare al boom degli ultimi cinque anni nella diffusione della specie, che ha portato con sé diverse criticità tra danni nei campi e nei pascoli e relativi risarcimenti, che in un anno possono raggiungere – o addirittura superare – la soglia dei 300.000 franchi. Per questo le autorità cantonali hanno deciso di correre ai ripari.
La stagione venatoria, da calendario, comincia a settembre e si esaurisce nel mese di gennaio. Nel 2023, però, ci sarà anche una parentesi estiva che consentirà di intensificare la caccia al cinghiale e dunque il contenimento e monitoraggio della specie. Si tratta del primo tra i nuovi provvedimenti annunciati dal Dipartimento del territorio per porre rimedio alla costante proliferazione della specie, un problema noto anche da questa parte del confine, sul territorio dell’alto Varesotto, così come sulla sponda piemontese del lago Maggiore.
«Gli strumenti messi in campo sino ad oggi hanno mostrato dei limiti oggettivi», si legge in una nota dal Dipartimento, in merito alla forte pressione venatoria – applicata durante il periodo autunnale e invernale – e al sistema dei permessi di abbattimento in notturna per i capi che causano danni alle colture agricole: «Annualmente sono oltre 1.200 le richieste per intervento danni pervenute all’Ufficio – si apprende ancora dalla nota – per circa 600 permessi d’abbattimento notturno che vengono rilasciati. Nonostante ciò le popolazioni sono in costante crescita e i danni non accennano a diminuire».
Ecco dunque il ricorso all’estensione del periodo di caccia che, come detto, a partire dal 2023, interesserà anche i mesi caldi: giugno e luglio. «L’accesso alla caccia aperta su questi due mesi, giugno in spazi aperti e luglio da postazione fissa in bosco, sarà su iscrizione – sottolinea in conclusione il Dipartimento del territorio – e avranno accesso unicamente coloro che hanno acquistato una autorizzazione alla caccia invernale al cinghiale 2022. Non sarà riscossa una ulteriore tassa di iscrizione e in tempo utile saranno resi noti i dettagli del caso».
(Foto di copertina, Repubblica e Cantone Ticino)
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