A quasi sei mesi di distanza dall’evacuazione di due condomini della “Cavetta” di Creva, frazione di Luino, a causa di un movimento franoso che ha interessato la parete rocciosa situata a ridosso delle palazzine, proseguono i disagi e i problemi per gli oltre sessanta sfollati che ancora non possono far rientro nelle proprie abitazioni.
Regione Lombardia e il Comune di Luino hanno inizialmente stanziato fondi per gli interventi più urgenti, con l’obiettivo di ripulire il vallo dai massi caduti dalla montagna; e dopo i primi lavori sono stati stanziati ulteriori fondi, quasi 700mila euro, per mettere in sicurezza la rete paramassi e la parete rocciosa presente dietro i condomini.
Nel frattempo, però, non sono arrivate autorizzazioni per consentire agli sfollati di rientrare nei loro appartamenti. Un problema che sta causando numerose criticità ai proprietari di casa. Ed è proprio uno di questi, una donna luinese, ad averci inviato una lettera per condividere alcune riflessioni e chiedere maggior concretezza alla politica.
Ecco il testo della lettera.
Buongiorno,
sono una proprietaria di un appartamento della “Cavetta” di Creva. Mi rivolgo nuovamente a voi, perché i nostri concittadini, devono sapere le condizioni e i danni che stiamo avendo da gennaio. Abbiamo sentito solo chiacchiere, i lavori “seri” non sono ancora iniziati.Stiamo pagando un affitto, le spese condominiali e le bollette di due case. Mentre i nostri appartamenti se li sta mangiando la muffa e la vegetazione si sta occupando del resto. Gli elettrodomestici fermi tra l’umidità, chissà se funzioneranno ancora. Chissà se al nostro rientro, se mai rientrerò, non saranno da buttare. E saranno nuove spese da affrontare.
Noi, quelli del “Palazzo B”, siamo usciti solo per precauzione, non abbiamo avuto nessun danno. Ma i danni li stiamo avendo adesso, dopo 5 mesi che abbiamo abbandonato le nostre case. Tutto il vicinato sta usando il nostro condominio per i loro animali domestici.
Adesso basta, vogliamo tornare al più presto a casa. Prima che il tempo e la burocrazia, si mangi via la nostra casa. Ci sentiamo completamente abbandonati da tutti.
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