Il contatore non era allacciato, ma la luce in casa sua era sempre accesa. Questo perché l’uomo, che viveva in affitto con la compagna in una villetta bifamiliare di Cremenaga, si era attaccato abusivamente ad un altro contatore, quello delle parti comuni. Il “trucco”, venuto a galla nell’estate del 2019 da un accertamento della proprietaria dell’immobile che si era poi rivolta ai carabinieri, gli è costato l’accusa di furto aggravato di corrente elettrica, da cui l’uomo deve oggi difendersi in un procedimento penale a suo carico.
Che qualcosa non quadrava lo avevano già fatto notare gli inquilini delle altre villette (quattro in totale), rilevando una impennata anomala del costo delle bollette. «Come mai dobbiamo pagare così tanto?», chiesero alla donna proprietaria delle case, che è ora parte offesa nel procedimento in corso in Tribunale a Varese. La risposta arrivò esaminando il pozzetto dei cavi elettrici, che “custodiva” l’allaccio illecito.
«Lo avevamo già contattato più volte perché non pagava l’affitto – ha aggiunto in aula, davanti al giudice, la proprietaria delle villette – Diceva sempre che avrebbe provveduto. Non pagava nemmeno le bollette e infatti aveva chiuso le utenze del gas e dell’energia elettrica. C’erano poi altri problemi perché lui, sostenendo di essere un elettricista, metteva mano ai collegamenti e spesso gli altri inquilini si lamentavano per il malfunzionamento di cancelli e citofoni».
Pochi giorni dopo la segnalazione ai militari dell’Arma, l’odierno imputato levò le tende. E gli arretrati dell’affitto? «Pagati solo in parte», ha spiegato la persona offesa. Per i contatori e l’allaccio abusivo, invece, si tornerà in aula in estate.
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