Varese | 30 Maggio 2023

I maltrattamenti e la denuncia per il marito stalker: «Ho provato fino all’ultimo a tenere unita la famiglia»

Trentanovenne a processo, in aula il racconto dell'ex moglie: dalle liti violente alla gelosia: «Sapeva sempre dove andavo»

Tempo medio di lettura: 2 minuti

Una quotidianità rovinata dalle continue tensioni tra marito e moglie, e la vita di coppia che alla fine si riduce al tentativo di restare uniti per il bene del figlio piccolo, vittima a sua volta del disagio e dei presunti soprusi che hanno portato un 39enne a processo, in tribunale a Varese, con le accuse di maltrattamenti e stalking.

«Ho provato fino all’ultimo a tenere insieme la nostra famiglia». Parole dell’odierna persona offesa, che davanti ai giudici del collegio ha ricordato i numerosi episodi a seguito dei quali avrebbe potuto dire “basta“, tenendo invece duro nella speranza di un cambiamento.

Nell’elenco c’è quel giorno di gennaio del 2019 in cui l’uomo oggi a processo gettò tutto all’aria nella casa della coppia, a Varese, terrorizzando il figlio e strappandolo dalle braccia della moglie, che per sottrarsi alla sua sfuriata aveva cercato rifugio in bagno; oppure, tornando indietro nel tempo, quel giorno del 2014 in cui, da una discussione banale, la donna era finita con la testa sul letto e un cuscino in faccia.

La goccia che fa traboccare il vaso ha a che fare con l’indifferenza e fa più male di uno schiaffo: «Lui era in ospedale per un’ernia. Fatto l’intervento, non mi ha detto niente delle dimissioni, ed è andato a stare dai suoi genitori mentre io ero a casa con nostro figlio. A quel punto gli ho detto che poteva stare a casa in attesa che gli togliessero i punti, ma che poi se ne sarebbe andato. E così è stato».

La separazione non risolve i problemi. E subentra la gelosia. «Sapeva sempre dove andavo», ha aggiunto la persona offesa in udienza, ricordando quella volta in cui, dopo una cena con un’amica, lui le scrisse «ricordati che sei una madre, stai attenta a quello che fai», e quando vedendo una foto su Instagram la contattò dicendole che aveva notato il volto di un uomo riflesso nel vetro del camino.

Nell’estate del 2020 arrivano le querele, ma la donna non smette di sentirsi in pericolo: «Tenevo le tende sempre tirate e avevo paura di lui, del fatto che potesse controllarmi e delle sue scenate». Rispetto alle violenze fisiche, è una domanda del pubblico ministero a far luce sul contesto e sull’approccio della persona offesa alle sue sofferenze. «E’ mai andata in pronto soccorso quando lui le metteva le mani addosso?», ha chiesto il pm. «No, perché non avevo ferite così importanti – ha risposto la donna – E poi ho sempre pensato che le cose potessero cambiare».

© Riproduzione riservata

Vuoi lasciare un commento? | 0

Lascia un commento

"Luinonotizie.it è una testata giornalistica iscritta al Registro Stampa del tribunale di Varese al n. 5/2017 in data 29/6/2017"
P.IVA: 03433740127