Luino | 24 Luglio 2026

Abusi sulla figlia 15enne nel Luinese, il pm chiede sei anni per un padre a processo

Il procedimento riguarda presunti maltrattamenti e violenze tra il 2024 e il 2025. L'imputato respinge le accuse, la sentenza martedì prossimo. Hanno indagato i carabinieri della Stazione di Luino

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È di sei anni di reclusione la richiesta avanzata dal pubblico ministero nei confronti di un 50enne di nazionalità albanese, imputato per violenza sessuale e maltrattamenti in famiglia. Il procedimento, celebrato con rito abbreviato davanti al gup Rossana Basile, riguarda fatti che sarebbero avvenuti tra il 2024 e il 2025 in un comune del Luinese.

A raccontarlo, stamane, sulle pagine de “La Prealpina“, è Massimiliano Martini. L’indagine ha preso avvio dopo la segnalazione effettuata dal fratello della presunta vittima, che avrebbe contattato il 114 – Emergenza Infanzia denunciando gli episodi che sarebbero avvenuti all’interno dell’ambiente familiare. La chiamata ha portato all’arresto dell’uomo, che oggi si trova agli arresti domiciliari nell’abitazione del fratello. L’imputato ha sempre respinto ogni contestazione.

Secondo la ricostruzione della Procura, la ragazza, che all’epoca dei fatti aveva 15 anni, sarebbe stata sottoposta a ripetuti episodi di violenza fisica e psicologica. Tra le accuse figurano insulti, percosse e limitazioni alla sua libertà personale, con il divieto di frequentare determinate persone e luoghi. Il clima descritto dall’accusa avrebbe spinto l’adolescente a chiudersi nella propria camera, uscendo soltanto per i pasti, nel tentativo di evitare il contatto con il padre.

Nel fascicolo processuale trovano spazio anche i presunti episodi di natura sessuale. L’uomo è accusato di aver compiuto palpeggiamenti e altri atti nei confronti della figlia approfittando dell’assenza della moglie e degli altri figli, entrando nella camera della giovane. Altri episodi contestati sarebbero avvenuti quando i due si trovavano da soli in automobile oppure nell’abitazione di alcuni vicini, dove la ragazza si era temporaneamente trasferita per allontanarsi dal padre. Secondo l’accusa, ulteriori molestie si sarebbero verificate anche quando la figlia dormiva nel letto con i genitori.

Al termine della requisitoria, il pubblico ministero Maria Claudia Contini ha chiesto la condanna a sei anni di carcere. La richiesta è stata condivisa dall’avvocato di parte civile Chiara Di Giovanni, che ha inoltre domandato un risarcimento di 50mila euro per la giovane.

La difesa, rappresentata dagli avvocati Valentina Commisso e Giorgio Macchi, ha invece sollecitato l’assoluzione dell’imputato, che durante il procedimento ha rilasciato dichiarazioni spontanee negando ogni addebito. Nel corso del processo è stata inoltre richiamata una consulenza tecnica relativa alla situazione psichiatrica della ragazza: secondo la difesa questo elemento inciderebbe sull’attendibilità del suo racconto, mentre per la parte civile rappresenterebbe la prova della particolare fragilità della presunta vittima.

La decisione del giudice è attesa martedì prossimo, quando verrà letta la sentenza che chiuderà il procedimento di primo grado.

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