Potrebbero mancare pochi mesi alla conclusione dell’accordo tra la Società operaia di mutuo soccorso e il Comune di Luino per la vendita all’ente pubblico del Teatro sociale, di proprietà della Soms.
Di recente Palazzo Serbelloni ha rinnovato fino al 31 dicembre il contratto di locazione riguardante l’utilizzo della struttura di corso XXV Aprile, segno che il dialogo con la storica società luinese sta proseguendo. E dal Comune arriva conferma che in questo dialogo è inclusa la tanto attesa trattativa per l’acquisto dell’immobile, necessaria a chi amministra la città per poter investire sulla manutenzione straordinaria, e iniziare quindi a lavorare concretamente sul rilancio del cinema teatro. Obbligatorio, in quest’ottica, il rinnovo del contratto di locazione per consentire al Comune di portare avanti le attività culturali e le iniziative con le scuole, a cominciare da saggi e recite che si terranno a giugno.
Quanto alle strategie per il rilancio futuro del Teatro sociale, l’assessore alla Cultura, Serena Botta, ha le idee chiare: «Occorrerà lavorare sugli spazi, sul risparmio energetico (l’immobile è dotato di una vecchia caldaia a gasolio, ndr) e sulle modalità di utilizzo. Oggi una struttura monosala con circa 500 posti non è sostenibile, a partire dal cinema».
Capienza troppo elevata per il nuovo mercato, che è in crisi e soffre la concorrenza delle piattaforme digitali. Riempire le sale in determinati contesti, come quello luinese, è quasi un’impresa ormai; e una sala così capiente può diventare un problema anche per quanto riguarda i costi di gestione (a partire dal riscaldamento nei mesi freddi). Si tratta di aspetti non secondari, che certamente hanno inciso sulla ricerca – dall’esito negativo – condotta lo scorso anno dal Comune per individuare un nuovo gestore del cinema.
Nella lista delle cose da fare ci sono diverse altre priorità: migliorare l’acustica per i concerti, ridefinire il palco e la strumentazione, riqualificare l’impianto elettrico. «Tutti aspetti su cui potremo concentrarci solo dopo aver acquisito la struttura», precisa Botta. Una buona parte degli investimenti su questo fronte ruoterà attorno ai bandi pubblici, in particolare a quelli del Piano nazionale di ripresa e resilienza, che in molti casi presentano come requisito di partenza, per chi richiede i contributi, proprio il fatto di possedere l’immobile da ristrutturare.
Burocrazia e trattative, ad ogni modo, non intaccano la voglia di cultura dei luinesi. Lo confermano i buoni risultati dell’ultima stagione di teatro al Sociale, così come il tutto esaurito per la serata del 28 maggio con lo psichiatra e scrittore Paolo Crepet.
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