Varese | 18 Maggio 2023

Violenza di genere: il codice rosa, le minacce e il coltello del marito

Donna dello Sri Lanka denuncia il coniuge, che finisce a processo in tribunale a Varese per maltrattamenti e lesioni. Il racconto in aula: dagli interventi della polizia alla casa rifugio

Tempo medio di lettura: 2 minuti

In pronto soccorso era un “codice rosa”, cioè una donna già conosciuta per aver subito violenza di genere. Poi le sue drammatiche vicende familiari sono finite al centro di una indagine della Procura di Varese, e oggi i suoi racconti di pestaggi e minacce che avrebbe subito dal marito, come lei originario dello Sri Lanka, sono accuse a carico dell’uomo in un processo per maltrattamenti e lesioni.

Il rapporto tra i due, stando al capo d’imputazione, sarebbe degenerato già nei primi anni duemila, per un totale di venti episodi scanditi da schiaffi e pugni, con ulteriori situazioni di pericolo per la vittima – che è oggi parte civile nel procedimento, dove è assistita dall’avvocato Elisabetta Brusa – come quella volta in cui il marito, difeso nel processo dall’avvocato Fabio Margarini, l’avrebbe intimorita brandendo un coltello e pronunciando una frase inquietante: “Ti taglio le mani”.

Quel fatto, risalente all’agosto 2020, è stato ricostruito ieri in aula davanti ai giudici del collegio del Tribunale di Varese, attraverso le parole degli agenti della questura che quel giorno, dopo aver raccolto la richiesta di aiuto della donna, l’avevano trovata sulla porta di casa. «Diceva che il marito aveva bevuto – ha affermato uno dei testimoni – In effetti aveva l’alito vinoso ma non sembrava ubriaco, era cosciente e non barcollava».

Gli agenti, dopo aver rinvenuto il coltello, dalla lunga lama, presero contatti con una delle figlie della coppia, che per quella notte decise di ospitare il padre in casa sua, al fine di allontanarlo dalla moglie. Altri allontanamenti, più significativi e più sofferti, porteranno la donna in una casa rifugio, lontano dalla famiglia e dal posto di lavoro.

La persona offesa, nella precedente udienza, seduta accanto ad una interprete a causa della grande difficoltà ad esprimersi in italiano, aveva cercato di ripercorrere alcuni tratti del proprio calvario. Su quella condizione di fragilità le parti, ieri in aula, hanno interpellato anche una psicologa, che ha ricordato i colloqui in cui la persona offesa descriveva le aggressioni del marito, dal quale era ritornata dopo il periodo in casa rifugio. Ma i problemi poi erano ricominciati.

Problemi che, per una delle figlie della coppia, avrebbero avuto in parte origine dall’atteggiamento della madre, ludopatica. Alcune confidenze circa il rapporto tra le mura domestiche erano arrivate, durante le indagini, anche alla polizia, ha spiegato ieri un operante nel corso del dibattimento: «La figlia ci disse che a volte la madre istigava il marito e si inventava le cose. E per questo aveva bisogno di aiuto».

© Riproduzione riservata

Vuoi lasciare un commento? | 0

Lascia un commento

"Luinonotizie.it è una testata giornalistica iscritta al Registro Stampa del tribunale di Varese al n. 5/2017 in data 29/6/2017"
P.IVA: 03433740127
Social Media Auto Publish Powered By : XYZScripts.com