Un progetto che è andato a realizzare un vero e proprio “Piano di sviluppo turistico integrato”, con l’obiettivo di rendere il territorio delle Valli del Verbano, grazie alla Comunità Montana, al Politecnico di Milano e all’Università di Insubria di Varese, più attrattivo agli occhi di tutti.
Per questo le ricercatrici, Chiara Mezzetti e Silvia Milone, hanno lavorato duramente in questi ultimi mesi, coadiuvati dalla responsabile Sibiana Oneto, per realizzare un vero e proprio “piano d’azione” che, attraverso il brand “Le Valli dell’acqua“, possa finalmente portare tutta la nostra zona ad un rilancio turistico vero e proprio.
La ricerca ha voluto avvalersi di un metodo di indagine differente rispetto ai canoni classici; sin da subito si è pensato di sviluppare un processo partecipato dal basso. Il coinvolgimento dei trentadue Comuni facenti parte della Comunità Montana Valli del Verbano è stato fondamentale per comprendere appieno le peculiarità del territorio e per instillare in tutti i soggetti coinvolti il senso di appartenenza e di unione necessari per avviare una nuova visione di attrattività territoriale.
L’analisi dei dati è avvenuta non solo mediante la consultazione di canali ufficiali, ma si è pensato di avvalersi delle competenze di tutti quegli attori che conoscono e vivono quotidianamente il territorio: enti locali, amministrazioni locali, enti sovralocali, associazioni di categoria e tante altre realtà sono stati parte integrante del progetto. «Abbiamo raccolto le loro interviste, effettuato sopralluoghi, ascoltato i loro suggerimenti, valutato punti di forza e criticità che si sono rivelati necessari per effettuare un cambio di paradigma», commenta l’assessore al Turismo, Gianpietro Ballardin.
Le analisi qualitativa e quantitativa del territorio, l’analisi dei trasporti e dei flussi turistici così come l’analisi delle aree marginali, abbinato a nuovi scenari di possibile fruizione di questi territori post pandemia, poco alla volta hanno delineato un nuovo scenario.
«Non possiamo più limitarci a parlare di un piano turistico integrato – continua ancora Ballardin -. Dobbiamo pensare ad un nuovo modello, molto più ampio che si inserisca nelle linee guida dettate da Regione Lombardia e che permetta ai Comuni della Comunità Montana di creare delle sinergie volte alla catalizzazione di fondi da impiegare nel rilancio e nella riqualificazione territoriale».
Cosa è emerso dalle indagini di questi mesi?
Il territorio è estremamente ampio, ogni Comune ha una propria specificità, pertanto individuare un target di riferimento escludendone altri sarebbe sbagliato e controproducente. È fondamentale creare una rete tra i sistemi di trasporto locale al fine di avviare un processo di riqualificazione che non si limiti a mera attrattività turistica.
Gli edifici dismessi presenti sul territorio possono essere impiegati per la nascita di una nuova economia. Il territorio offre innumerevoli attrattività; non è necessario cercare nulla di nuovo, si tratta di puntare su un solo elemento capace di mettere in relazione ogni singolo punto, ogni singolo Comune. Un elemento presente su tutto il territorio e tramite il quale tutti gli attori coinvolti si riconoscono, un elemento mediante il quale creare un brand territoriale, come dicevamo.
Da dove era partito il progetto?
Oggetto dell’incarico e definizione delle strategie territoriali, messe in campo da Comunità Montana, erano le seguenti:
– infrastrutture di accesso e potenziamento della rete della mobilità, diversificazione delle proposte di offerta turistica;
– servizi di trasporto e modelli di potenziamento in funzione del target turistico;
– patrimonio architettonico industriale dismesso ed elaborazione di proposte di riutilizzo per attività compatibili con le riconversioni attuabili;
– nuclei storici marginali: opportunità di rilancio per avvio attività turistiche e di ripopolamento;
– analisi flussi presenze turistiche;
– aratterizzazione del turismo;
– proposte di investimenti per lo sviluppo turistico;
– studio brand territoriale.
Il brand “Le Valli dell’acqua” può dare vita a dei nuovi scenari, a delle strategie che porteranno ad un nuovo modello di attrattività territoriale. Il brand diventa fondamentale per la riconoscibilità del territorio sia all’interno della Comunità Montana Valle del Verbano che all’esterno. Il tema acqua, nelle sue molteplici declinazioni, diventerebbe il presupposto di una proposta per nuove strategie territoriali di innesco in un piano di rigenerazione e di sviluppo del territorio.
E così l’intero progetto nel suo complesso sarà presentato domani, martedì 4 aprile, alle ore 15, presso Palazzo Verbania, dove interverranno Enrico Bianchi, sindaco di Luino, Simone Eligio Castoldi, presidente della Comunità Montana Valli del Verbano, Gianpietro Ballardin, assessore all’Ambiente, Ecologia e Turismo, che parlerà del tema “La strategia di Comunità Montana per il turismo“, insieme a Paola Biavaschi, professoressa all’Università dell’Insubria di Varese e a Paolo Bossi, professore al Politecnico di Milano – Dipartimento di Architettura e di Studi Urbani.
Spazio poi al piano vero e proprio “Verso un nuovo modello di attrattività territoriale“, con Chiara Mezzetti, ricercatrice al Politecnico di Milano – Dipartimento di Architettura e di Studi Urbani, e Silvia Milone, ricercatrice all’Università dell’Insubria di Varese – Dipartimento Diritto Economia e Culture.
Infine sarà presentato il “Progetto Andar per Valli – Bando Effetto Eco – Fondazione Cariplo – Le attività svolte“, con l’intervento di Matteo Montebelli, responsabile Ricerche, Analisi e Pubblicazioni Centro Studi del Touring Club Italiano, e “Trasporti e Turismo: il progetto Gite in Treno di Trenord“, con Leonardo Cesarini – direttore Commerciale di Trenord.
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