Luino | 22 Ottobre 2025

Smart working, traffico e fibra “fantasma”: il paradosso luinese tra futuro e cavi sotto terra

Il luinese Matteo Toson riflette sulle opportunità che lo smart working offrirebbe al territorio, ostacolate però da una scarsa connettività nonostante i lavori di posa della fibra FTTH

Tempo medio di lettura: 2 minuti

(a cura di Matteo Toson) Come esperto di mobilità sostenibile – ma anche con un passato nel mondo IT e delle telecomunicazioni – mi trovo spesso a ragionare su come piccoli cambiamenti nel modo di lavorare potrebbero rivoluzionare la vita quotidiana del nostro territorio. E uno di questi cambiamenti si chiama smart working.

Già, perché se solo il 15% dei lavoratori luinesi potesse lavorare da casa due giorni a settimana, il traffico nelle ore di punta calerebbe di almeno il 10%. Tradotto in numeri: meno code tra Voldomino e Luino, 1,2 tonnellate di CO₂ in meno a persona all’anno, e qualche decina di ore di vita recuperate ogni mese. Non male per una scelta che, tra l’altro, rende anche le aziende più produttive.

Ma c’è di più: il mix “natura + connessione” potrebbe trasformare Luino in una nuova meta per professionisti e manager che oggi vivono nella cara e caotica Milano, attratti da un ambiente più vivibile e da costi più sostenibili. Più residenti qualificati significa più ricchezza sul territorio, nuove opportunità per le attività locali e persino più gettito fiscale per il Comune.

Sembra un sogno. Peccato che – come spesso accade – manca l’ultimo metro. Letteralmente.

La fibra FTTH, questa sconosciuta

Perché tutto questo funzioni serve una connessione stabile e veloce. Non parliamo della “finta fibra” che arriva fino all’armadio di strada (FTTC), ma della vera FTTH – Fiber To The Home, la fibra che arriva direttamente dentro casa e può garantire velocità fino a 10 Gbps reali.

Così, io e il mio amico Luca Colombo, Innovation & Creator Manager, ci siamo chiesti: “Dopo tutti questi lavori, con strade aperte e disagi per mesi, la fibra FTTH sarà finalmente attiva anche a Luino?”. Andiamo sul sito di Open Fiber e – sorpresa – risulta attivabile. Entusiasti, contattiamo i nostri operatori di linea fissa… Risultato? “Non è disponibile nella sua zona”. E qui scopriamo di essere in ottima compagnia: centinaia di cittadini nella stessa situazione, con la fibra sotto casa ma non ancora “accesa”. Come dire: il futuro è arrivato, ma è parcheggiato in stand-by.

E intanto, tra Voldomino e Luino…

Mentre cerchiamo di capire se il segnale passerà mai per i nostri modem, ogni mattina la stessa scena: tra le 7:30 e le 8:15 la strada tra Voldomino e Luino diventa un serpentone di auto. E ogni volta parte il coro: “C’è troppo traffico!”. Ma come dice un famoso meme della mobilità: “Non c’è traffico. Siamo noi il traffico”.

Approfondimenti

Per chi vuole capire meglio cosa sta succedendo sul fronte fibra in Italia, ecco due letture utili:
La fibra di Open Fiber in oltre 5.000 comuni, ma le attivazioni non decollano – Corriere Comunicazioni
Cosa fare se la fibra passa sotto casa ma non si può attivare – DDAY.it

Conclusione

La fibra e lo smart working non sono temi tecnici, ma questioni di visione. Perché non basta lamentarsi del traffico o dei lavori stradali: serve pensare a un territorio attrattivo, connesso e sostenibile. Solo così potremo dire di vivere davvero in una “smart city” – e non in una città che si limita a chiamarsi tale perché sotto casa, da qualche parte, passa un cavo che non funziona.

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