Luino | 31 Marzo 2023

Luino, il Comi incontra i sindaci e delinea il suo futuro: «Prioritari ospiti e famiglie»

Ieri la riunione tra il CdA e i sindaci del territorio, nella quale sono state rese note le attività in corso e i progetti futuri. Il presidente Malagola: «Confronto e condivisione sono fondamentali»

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A oltre quattro mesi di distanza dall’insediamento del nuovo Consiglio di Amministrazione della Fondazione Mons. Comi, nel pomeriggio di ieri si è tenuto un incontro presso la sala consiliare di Luino, nel quale il presidente Gianfranco Malagola, facendo gli onori di casa, ha voluto riferire quanto fatto in questi primi cinque mesi di attività, davanti ai sindaci del territorio, che nominano 4 dei 5 membri del CdA.

Malagola prima di presentare i dettagli della riunione, ha lasciato la parola a don Sergio Zambenetti, unica figura che entra di diritto in consiglio: «Vorrei ringraziare Alberto Frigerio, che ha ricoperto questo ruolo prima di me. In comune accordo con lui, ho deciso di prendere parte io al CdA, in modo tale da capire più da vicino come funziona la RSA, cercando di collaborare e di dare io mio contributo, anche spirituale».

Lo stesso presidente ha dettagliato le attività svolte e i progetti portati avanti da novembre, sottolinenando sottilmente i disagi vissuti, ad un mese dall’insediamento, dopo le dimissioni dell’ex dg Danilo Benecchi, fino all’arrivo dell’attuale direttore generale Fausto Turci, e quello dell’alta percentuale di licenziamenti, sia a causa di “fuga” verso la Svizzera, sia per concorsi banditi da ospedali.

Successivamente Malagola ha relazionato sul piano di sviluppo per il 2023-2024, con i tanti progetti in corso e che prenderanno il via nelle prossime settimane e mesi, come l’accreditamento per l’Assistenza Domiciliare Integrata e la revisione della RSA aperta, il nuovo parcheggio e la sistemazione degli spazi esterni, la collaborazione con il Piano di Zona per la gestione dei fondi PNNR (per l’autonomia degli anziani non autosufficienti), per la nuova gestione delle relazioni con i parenti, la creazione di un giardino terapeutico sensoriale per il reparto Alzheimer, senza dimenticare alcune attività, servizi e attrezzature adeguate per gestire meglio la struttura.

«Abbiamo voluto questo incontro perché la Fondazione svolge nel territorio un importante ruolo di cura per le persone anziane, ed è fondamentale che questo ruolo sia portato avanti con la collaborazione e la condivisione con i sindaci e con le altre autorità socio-sanitarie del territorio ed in particolare con il Piano di Zona, il Distretto di Luino della ASST Sette Laghi e con la Comunità Montana Valli del Verbano – racconta il presidente Malagola -.  Siamo anche in un periodo di cambiamenti nelle politiche socio-sanitarie regionali sempre più rivolte verso l’assistenza domiciliare integrata e quindi il confronto e la condivisione sulle scelte di sviluppo della Fondazione risulta fondamentale per garantire un corretto futuro a questa istituzione».

Maria Vittoria Marino, invece, ha presentato il bilancio consuntivo del 2022, in sostanziale parità tra entrate e uscite: «Lo scorso anno è stato caratterizzato dagli strascichi della pandemia, che hanno portato una diminuzione progressiva dell’occupazione dei posti fino al 66%, causata dal blocco di nuovi accessi nel 2021 a causa dell’emergenza sanitaria. Quest’anno, invece, pare che si sia tornati alla normale attività».

È stato invece il dg Fausto Turci a raccontare nel dettaglio le nuove peculiarità della Fondazione su organizzazione e gestione, che si fondano su quattro caposaldi: «Un grazie al CdA per avermi scelto, la Fondazione ha una grande storia e poter guidarla per me è un grande stimolo e onore. Struttura, organizzazione, famigliari e personale sono le colonne portanti che orientano tutto il lavoro sulla prerogativa principale della centralità dell’ospite, in un clima ambientale sereno e favorevole, non solo per le relazioni dei familiari ma anche per quelle con il personale».

«Il nostro faro dovrà essere quello di chiedersi continuamente “quanto le scelte fatte aumentano il benessere effettivo degli ospiti?” – si chiede ancora Turci -. Bene, dobbiamo muoverci in questo senso, garantendo sostenibilità, solidità finanziaria, giustizia dei conti, definizione di investimenti pluriennali, gestionali e strutturali».

Prima delle osservazioni finali, è stata la consigliera Enrica Nogara a parlare dei progetti familiari legati a servizi e a vicinanza ai parenti degli ospiti, non solo con un maggior confronto, ma anche con uno sportello specifico. «Per me sono fondamentali le relazioni, per questo ritengo sia importante costituire uno sportello di ascolto e accoglienza, che terremo il primo e terzo venerdì del mese, dalle 14 alle 17. La nostra volontà – conclude Nogara -, è quella di migliorare i rapporti con le famiglie, cercando di rendere la quotidianità dei nostri ospiti più serena e tranquilla».

A margine della presentazione è stato il sindaco di Maccagno con Pino e Veddasca, Fabio Passera, a prendere parola: «Vi ringraziamo perchè non ricordo momenti di confronto come questo, sebbene siano tanti anni che mi occupo di amministrazione, mettendo da parte l’emergenza pandemica e il commissariamento del Comi. Auspico che questa sinergia possa continuare, come avvenuto nella collaborazione per gli incontri fatti a Maccagno negli scorsi giorni, dove oltre alla grande partecipazione, i cittadini abbiano la percezione dell’importanza e della centralità del Comi. Bisogna fare sempre di più, in totale chiarezza e trasparenza, anche nei confronti dei familiari. La strada intrapresa è quella giusta».

Se il sindaco di Tronzano Lago Maggiore, Antonio Palmieri, ha apprezzato la possibilità, nel 2024, di richiedere la possibilità di poter introdurre nuovi posti per l’Hospice, è stato il primo cittadino di Luino, Enrico Bianchi, a ringraziare tutti i componenti del CdA, ponendo l’attenzione sulle difficoltà nel gestire una struttura complessa come il Comi. «Di grande importante è il fatto di avere un clima favorevole per garantire servizi agli ospiti, servizi che sono gestiti da risorse umane, e proprio queste risorse umane devono lavorare in un ambiente più sereno possibile e chi fa questo lavoro deve sentirlo suo. Auguro a tutti un buon lavoro», ha chiuso Bianchi.

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