La carenza idrica della scorsa estate ha segnato il passaggio da un “prima” a un “dopo” nella gestione dell’emergenza tra i paesi dell’alto Varesotto.
La siccità, che tanto disagio ha creato soprattutto in Valmarchirolo, ha dato modo alle amministrazioni comunali, alle due Comunità montane del territorio e ad Alfa, società responsabile del servizio idrico, di fotografare nel dettaglio la situazione e prendere coscienza delle iniziative da adottare per ridurre il rischio di restare nuovamente a secco.
Alle valutazioni sono seguiti mesi di lavoro e oggi, con la primavera alle porte e un inverno anomalo – con precipitazioni pressoché inesistenti e temperature elevate – quasi alle spalle, alla preoccupazione davanti alla prospettiva di affrontare un’altra estate di sacrifici, si aggiunge l’ottimismo per i passi avanti compiuti.
Migliorie strutturali e investimenti voluti da Alfa, sulla base di quanto lo stesso gestore idrico aveva annunciato lo scorso mese di settembre incontrando la comunità di Marchirolo (qui i dettagli). L’elenco dei versanti su cui Alfa ha lavorato e sta lavorando è lungo, ma non include formule per affrontare la siccità come se non esistesse, semplicemente perché se l’acqua manca non la si può creare. E non occorre essere ingegneri per capirlo.
Con la tecnologia, però, si può fare tanto e il piano d’azione di Alfa e degli enti locali lo dimostra, a cominciare dal potenziamento delle interconessioni tra gli acquedotti comunali della Valmarchirolo, che consentirà di ridistribuire le risorse idriche nei vari comuni in base alle necessità di approvvigionamento. Un sistema già presente ad esempio tra Cugliate e Marchirolo, e che andrà ampliato coinvolgendo gli altri paesi dell’area. Il progetto è in fase di studio, mentre sono undici i collegamenti di questo genere definiti l’anno scorso da Alfa a livello provinciale.
Il gestore ha poi deciso di acquistare autobotti per la ricarica dei bacini che rimangono senz’acqua. Mezzi di proprietà che potranno entrare in azione in modo più tempestivo, senza lungaggini dovute al noleggio, il metodo impiegato la scorsa estate. La tempestività è il concetto chiave di un’ulteriore miglioria: il telecontrollo dei pozzi con cui prevenire l’interruzione dell’acqua e intercettare le perdite. Centinaia le riparazioni già eseguite, e ora il monitoraggio può proseguire anche da remoto.
A Marchirolo, il paese della valle più penalizzato dalla carenza d’acqua del 2022, si pensa al ritorno dei mesi caldi senza abbattersi troppo. Tra i cittadini della zona alta del borgo – la più esposta alla problematica – c’è chi ha già colto e messo in pratica il suggerimento di munirsi di cisterne con autoclave, serbatoi di acqua potabile da usare in caso di blocchi alla rete idrica.
«Il timore di rimanere ancora senza acqua è percepito a livello generale – commenta il sindaco Emanuele Schipani – Per quanto riguarda la mia comunità, spero che non si ripresentino gli stessi disagi dello scorso anno. Stiamo facendo il possibile, insieme ad Alfa, per tenere informati i cittadini nel modo migliore. E’ una cosa fondamentale per affrontare al meglio l’emergenza se dovesse tornare». Un cittadino informato è consapevole del proprio ruolo, che consiste prima di tutto nell’evitare gli sprechi: «L’ordinanza che vieta l’utilizzo di acqua per ragioni diverse da quelle domestiche e sanitarie è ancora in vigore dall’estate scorsa – aggiunge Schipani – Quest’anno ci saranno sicuramente più controlli e i trasgressori verranno sanzionati».
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