Spiegare cosa è stato fatto durante i mesi estivi per affrontare una situazione che sul territorio non ha precedenti, perlomeno non nella storia recente; e illustrare alla comunità cosa verrà fatto in futuro, tra interventi a breve termine e soluzioni più complesse da gestire, ma che già ora fanno parte della lista degli obiettivi da raggiungere.
Sono queste le ragioni per cui Alfa Srl, gestore del servizio idrico nei Comuni della provincia di Varese, ha scelto di incontrare cittadini e amministratori di Marchirolo, paese che forse più di tutti, negli ultimi tre mesi, ha patito le gravi conseguenze della crisi idrica che si è abbattuta sull’alto Varesotto, con intere zone – in particolare nella parte alta del borgo – strette per settimane nella morsa della siccità e, nelle fasi più dure dell’emergenza, rimaste per giorni senza acqua.
Difficile, da fuori, comprendere a fondo i disagi di chi si è visto a lungo privato della possibilità di farsi una doccia a fine giornata, o di ricorrere all’igiene personale prima di andare al lavoro. Impossibile, per chi ha vissuto la problematica in prima persona, rinunciare ad una spiegazione – esaustiva e sincera – di quanto avvenuto. Per questo la sala consiliare di Marchirolo era quasi al completo martedì sera, quando il presidente di Alfa, Paolo Mazzucchelli, accompagnato da alcuni tecnici e ingegneri della società, ha preso la parola.
Il contesto. «Abbiamo fatto i conti con una siccità che non si vedeva da quarant’anni, non era mai successo di avere così tanti comuni contemporaneamente in carenza d’acqua – ha spiegato Mazzucchelli – Ad un certo punto non è stato più possibile impiegare un numero sufficiente di autobotti per rifornire tutti i paesi coinvolti nella crisi. L’ultimo mezzo che abbiamo acquistato è stato pagato quattro volte il prezzo di listino». Mentre il paese era in ginocchio, nel sottosuolo cambiavano le dinamiche di un mondo che si muove in modo autonomo rispetto a “quello che sta sopra”.
«Abbiamo cercato di pescare acqua da Cugliate per dirottarla su Marchirolo – ha raccontato Mazzucchelli – perché per Alfa, in termini tecnici, i due Comuni costituiscono un’unica realtà. Ma non è bastato. Ci sono criticità strutturali che riguardano il nord della provincia. Qui avete un’acqua di qualità, ma pozzi poco profondi, a differenza di quelli presenti nella fascia sud, dove l’acqua viene pescata ad oltre 200 metri di profondità e non si esaurisce in assenza di precipitazioni». Alle caratteristiche dei bacini va però sommata la loro arretratezza, per un ragionamento completo. Il tema degli investimenti sugli impianti è stato per parecchio tempo trascurato e oggi – ha sottolineato il presidente di Alfa – servono circa 800 milioni di euro per sistemare tutte le reti della provincia.
L’estate in cifre. Alfa ha lavorato intensamente, senza sosta, nei mesi estivi. Alle prese con un contesto straordinario, legato ai cambiamenti climatici, e dunque almeno in parte imprevedibile. Le perdite – a proposito di strutture e sistemi datati – sono state 13 a Marchirolo e 19 a Cugliate. La società si è occupata del riempimento dei bacini tramite autobotti per un totale di 30 giorni, applicando il controllo da remoto (per un monitoraggio in tempo reale della situazione) a 8 impianti. Al pozzo Bozzolo (uno dei tre che servono il paese) e al serbatoio Roncaglia sono stati eseguiti diversi interventi, a volte nel giro di 24 ore, per mettere mano alle pompe guaste e sostituirle. I fondi stanziati hanno raggiunto quota 200 mila euro.
Il futuro. Cosa fare in caso di nuove ondate di siccità così intense? Pescare l’acqua del lago Maggiore («già potabile in profondità») non è fantascienza, ma un obiettivo da raggiungere nell’arco dei prossimi cinque anni. «Impiegheremo un condotto provinciale per ricorrere a questa soluzione – ha affermato Mazzucchelli – Stiamo lavorando sull’iter burocratico. Sul Ceresio una struttura già esiste e i tempi di attivazione del progetto potranno essere più contenuti, anche se il bacino, avendo una profondità minore rispetto a quella del lago Maggiore, richiederà un processo di potabilizzazione dell’acqua più macchinoso».
La vera svolta, in tempi brevi, sarà quella del già citato telecontrollo. Dal mese di ottobre i tecnici potranno tenere sempre sotto osservazione, da uno schermo, pressione, livello dell’acqua nei pozzi e tutti gli altri principali parametri, intervenendo in modo tempestivo se necessario. A ciò si aggiungeranno anche gli interventi messi a punto dall’amministrazione comunale: i lavori per una vasca di laminazione su via San Pietro e via Baraggia partiranno a breve e saranno utili in chiave di prevenzione del dissesto idrogeologico. «
Abbiamo inoltre aderito a un bando da un milione di euro – ha fatto sapere il sindaco Emanuele Schipani – con cui puntiamo a creare una vasca di raccolta delle acque da usare come bacino in caso di carenza idrica». Sullo stesso fronte Alfa ha annunciato per il 2023 l’introduzione di un macchinario per la preparazione di sacchetti d’acqua, di varia capienza, da portare nelle case durante le emergenze.
La voce dei cittadini. Rabbia, stress, esasperazione. I residenti hanno portato in aula consiliare i racconti della loro estate con i rubinetti a secco. Come prevedibile non sono mancate le critiche rivolte all’amministrazione comunale, che quando sono scattati i primi allarmi era fresca di insediamento post elezioni: “Potevate fare di più, alcuni di noi sono stati trascurati”; critiche fatte oggetto anche di un intervento dagli scranni della minoranza del consigliere di “Marchirolo Alternativo” Shana Massara.
«E’ vero, abbiamo vissuto male ma il supporto di Alfa è stato prezioso – ha aggiunto però un cittadino – Le cisterne non si trovavano oppure venivano vendute a prezzi più che raddoppiati. Il Comune cosa poteva fare?». Lo stesso cittadino ha poi evidenziato l’importanza del fattore umano, che in condizioni di grande difficoltà coincide con la condivisione e il confronto: «Servirebbero più serate informative per capire come muoversi, come reagire, quali soluzioni adottare. Io sono appassionato di ambiente e so di cosa si parla, ma gli altri?».
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