Marchirolo | 27 Febbraio 2023

A Marchirolo arriva l’orto-giardino inclusivo ed educativo

Non solo un luogo fisico dal quale ottenere prodotti freschi e sani, ma anche una finestra aperta sulla natura e i suoi insegnamenti che stimola rapporti intergenerazionali e si apre al territorio

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(a cura di Francesca Carbone) Dopo ore trascorse in classe, uscire dall’aula e integrare nella didattica gli spazi esterni, mettendo in atto la promozione di attività da svolgere all’aperto, dovrebbe essere uno dei rudimenti cardine di ogni scuola; iniziativa imprescindibile per stimolare autonomia e responsabilità negli alunni oltre che collaborazioni stabili con il territorio circostante.

È proprio questo l’obiettivo che si è dato dal 2018 l’Istituto Comprensivo Statale “Giovanni XXIII” di Marchirolo il quale vanta la creazione dell’orto inclusivo ed educativo, punto focale per lo svolgimento di attività ludiche e volte alla socializzazione. Progetto correlato all’Educazione allo Sviluppo Sostenibile e all’Agenda 2030 che nasce dall’idea dell’insegnate Maurizio Londino, avallato dall’allora Dirigente Scolastico Rosa Maria Pugni e che si è potuto concretizzare grazie alla donazione terriera del signor Claudio Milanese.

Un’area di 4000 metri quadri arricchita da 40 alberi da frutto (uno per classe), aiuole, orto, serra semenzale, giardino, cascina e spazi adibiti allo svolgimento di attività creative e per la condivisione di momenti conviviali. Nato e di conseguenza curato per svolgere anche attività volte alla cura dell’ambiente.

«Si lavora ad un obiettivo comune e insieme – dice Londino –  fino a seguire tutto il percorso di crescita delle piante ognuna delle quali ha una propria identità e un nome scelto con cura dalla classe che lo ha trapiantato; alcuni di questi nomi poetici e altri dedicati ai poeti come Dante. Tutte le classi sono coinvolte nella coltivazione di ortaggi, piante, alberi e fiori, operazione che insegnerà ai giovani ad avere pazienza nell’attendere la crescita della coltura».

Tutte attività che stimolano la capacità intellettiva, producono soddisfazione e serenità, contribuiscono allo sviluppo della forza muscolare, educano ad un linguaggio fatto di ideali; un apprendimento quindi, assolutamente esperienziale.

«Il progetto nasce dalla necessità di mettere i ragazzi a contatto con la natura – dice il maestro – rafforzare il senso di appartenenza al territorio e sviluppare quindi, senso civico, educare all’armonia, incrementare la capacità di risolvere i problemi, facilitare e promuovere esperienze fortemente inclusive».

Non a caso per la prossima primavera sono previste attività da far svolgere a e con i ragazzi portatori di disabilità. Incontri che arricchiranno le persone con disabilità i quali avranno modo di impegnarsi in un vero e proprio lavoro correndo alla sana conquista di risultati soddisfacenti e i normodotati i quali apprenderanno la forza dello spirito inclusivo.

Si tratta di un ambiente di apprendimento ricchissimo per tutti gli ordini scolastici e per tutte le persone del luogo e non, un posto creato per stimolare i rapporti intergenerazionali. In previsione infatti, l’inserimento del forno solidale grazie al quale gli anziani potranno insegnare ai più giovani l’arte culinaria, dolciaria e panificatrice. Coinvolti nel progetto sin dal primo momento le famiglie, i nonni e gli operatori per favorire la circolazione di “saperi”. Già negli anni scorsi, oltre ad imparare l’arte della coltura biologica, gli alunni, con l’aiuto del maestro e dei genitori, si sono cimentati nella ben riuscita produzione di vino, salsa di pomodoro e confetture, attività che ha visto nascere sane amicizie tra persone di generazioni diverse.

Punto di raccoglimento, all’interno dell’orto solidale, un acquitrino dalla flora autoctona, divenuto laghetto grazie all’aiuto concreto dei genitori della classe 3°A anno 2018, intorno al quale a breve verranno installate delle panchine per creare uno spazio di raccoglimento e di lettura.

Un posto dunque, dove colori e profumi contribuiscono anche a migliorare l’umore. Un luogo di sane ambizioni in cui poter assistere alla crescita e all’evoluzione delle piante dal trapianto alla raccolta, ma anche dove poter seminare amicizia e volontà solidale e dove apprendere il senso di comunità. Una reale avventura immersiva e sensoriale da non farsi mancare.

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